Firme dimezzate o cancellate per i quattro comuni di Gorizia che si preparano alle urne

Ferruccio-Sacchiero

Il deposito delle liste a San Pier e Moraro non avrà bisogno di alcun sottoscrizione Ne bastano 10 valide a Romans e 20 a Grado. La consegna entro fine agosto

C’è la data ufficiale per le elezioni comunali: si terranno domenica 3 (dalle 7 alle 23) e lunedì 4 ottobre (dalle 7 alle 15). Le formazioni che pensano di mettersi in corsa nei due centri di minori dimensioni chiamate al voto, San Pier d’Isonzo e Moraro, questa volta non saranno obbligate a raggiungere un numero minimo di firme per presentare le rispettive liste. La Regione, infatti, ha deciso di derogare alle normali disposizioni in materia di numero di sottoscrizioni richieste per la presentazione delle liste, eliminando l’obbligo di raccogliere le sottoscrizioni per i comuni fino a 3.000 abitanti.

A San Pier d’Isonzo, 2 mila abitanti, dove al momento hanno ufficializzato la loro candidatura l’ex sindaco Claudio Bignolin e l’ex presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, alla guida di una lista dem, gli indecisi, a partire dal primo cittadino uscente Riccardo Zandomeni, potranno inserirsi nella corsa pressoché all’ultimo minuto.

C’è quindi margine anche per la possibile quarta candidatura a sindaco, quella dell’ex assessore Marta Lollis, uscita dalla giunta Zandomeni, ma non dalla maggioranza, solo lo scorso maggio. I nomi da trovare per comporre una lista a San Pier sono 12 e sembra che il Pd e il fronte che sostiene Bignolin li abbiano già individuati. «Ci presenteremo con due civiche», anticipa Michele Fappani, capogruppo in Consiglio comunale di San Piero idee in Comune, formazione di opposizione nata in aula dall’unione delle tre liste che sostennero nel 2016 il candidato dem alle elezioni locali, Franco Cristin. «Stiamo vedendo se riusciremo a fare una terza lista», aggiunge Fappani.

Strada spianata anche a Moraro, 600 abitanti, dove al momento un candidato sindaco c’è, Lorenzo Donda, ma con la prospettiva che ai blocchi di partenza ce ne siano in totale tre, supportati da una lista ciascuno (Essere paese dell’uscente Umberto Colombo, più i Verdi).

Pure nei Comuni di maggiori dimensioni, Romans d’Isonzo e Grado, dove i candidati sindaco pare saranno due e non di più i partiti saranno comunque agevolati dalle disposizioni rese note dal Sistema delle autonomie locali.

Il numero minimo e massimo di sottoscrizioni necessarie alla presentazione delle candidature è stato infatti ridotto, in modo da facilitare gli adempimenti preparatori.

A Romans, che si colloca nella fascia tra 3.001 e 5.000 abitanti, per la presentazione di ciascuna lista dovranno essere raccolte da un minimo di 10 a un massimo di 30 firme. In corsa Michele Calligaris per il centrosinistra con la civica Uniti e Stefano Careddu della civica Identità e progresso vicina al centrodestra. In bilico un’altra candidatura di sinistra dopo le frizioni di Unire con la lista Partecipare.

A Grado, che rientra nella fascia tra 5.001 e 10.000 abitanti, le sottoscrizioni necessarie a convalidare ciascuna lista dovranno andare da un minimo di 20 a un massimo di 60. Sull’isola la sfida è fra l’uscente Dario Raugna, civiche e centrosinistra, e Claudio Kovatsch del centrodestra. Le dichiarazioni di presentazione delle candidature andranno per tutti depositate dalle 8 alle 20 del 34esimo giorno e dalle 8 alle 12 del 33esimo giorno precedenti la data delle elezioni. Votando il 3 e 4 ottobre, alla scadenza mancherebbero in sostanza solo poco più di tre settimane.

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