Dipiazza e Fedriga per Polidori: «In cinque anni cambierà Muggia»

Da sinistra: Dipiazza, Fedriga, Polidori e Roberti in piazza Marconi a Muggia. Foto di Andrea Lasorte

I dem: «Spiace vedere che la destra locale ha subito un nome calato dall’alto»

MUGGIA «Sicuro! Muggia!» è lo slogan con cui il leghista Paolo Polidori lancia il suo assalto al Comune della cittadina. Il candidato sindaco del centrodestra è stato presentato ufficialmente questa mattina, 3 agosto, con un’affollata conferenza-brindisi in un locale di piazza Marconi: al suo fianco il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza e il presidente della Regione Massimiliano Fedriga.

«È una grande emozione vedere questa partecipazione – ha esordito il candidato –. Siamo qui per presentare la mia candidatura a sindaco di Muggia, il candidato di tutto il centrodestra. Dopo 30 anni di politica, un momento come questo ancora mi emoziona».

Il primo cittadino di Trieste, forte dell’esperienza del suo esordio da amministratore a Muggia, ha dato la volata al suo numero due nella giunta triestina: «Vi presento un ragazzo in gamba – indicando Polidori –, prima ho avuto come vicesindaco Pierpaolo Roberti e poi Paolo Polidori, un imprenditore innanzi tutto, con cui abbiamo lavorato per anni senza mai problemi. Assieme, e con l’aiuto della Regione, riusciremo a portare Muggia dove io so che può arrivare». Polidori ha passato poi la parola a Fedriga, ricordando il suo ingresso nell’allora Lega Nord, di cui l’odierno candidato era un quadro regionale: «Io sono qua perché penso tu possa essere un ottimo sindaco per Muggia – ha detto il governatore al candidato –. Da presidente regionale penso che Muggia sia un’opportunità per tutto il Fvg. Dobbiamo sfruttare questo momento per far conoscere le perle del nostro territorio, attrarre turismo e quindi impresa e lavoro». Facendo riferimento alle recenti polemiche sul finanziamento ai Comuni, che han visto i sindaci del centrosinistra rinfacciare una diversità di trattamento alla Regione, Fedriga ha affermato: «Noi abbiamo guardato i progetti e abbiamo finanziato quelli che ritenevamo un’opportunità. Il progetto che Paolo ha per Muggia a me convince moltissimo. Nella situazione politica corrente le amministrazioni vincenti sono quelle che ascoltano i cittadini, ci parlano e, se necessario, si correggono». Il presidente ha chiuso con un invito alla concretezza: «La politica degli annunci deve finire, bisogna tornare a dare credibilità. Lo fa Roberto a Trieste, penso che Paolo lo dimostrerà qui a Muggia assieme a tutta la coalizione».

Ha commentato il candidato: «Presenteremo persone, progetti e programmi che cambieranno Muggia, anche con l’aiuto della Regione. Certo, ci saranno i confronti su quanto fatto anche dalle amministrazioni precedenti, ma la sottolineatura va fatta sulle cose da fare e non su quelle non fatte». Quanto alle proposte, per il momento Polidori traccia alcune linee di massima: «C’è grande bisogno di dare risposte sul futuro di Muggia riguardo il lavoro e i giovani, a cui servono spazi e opportunità professionali. Qui poi c’è un ampio spazio di crescita turistica, e ancora lo sviluppo della costa, della viabilità e la rivalutazione del centro storico. Su queste tematiche ci concentreremo fino al voto, per lavorarci dopo».

Nel pubblico figuravano esponenti di tutte le formazioni del centrodestra, sulla cui unità il candidato ha posto l’accento. Il consigliere regionale del Carroccio Danilo Slokar esprime «soddisfazione per la candidatura a sindaco di Muggia del leghista Paolo Polidori, un collega di partito della prima ora che milita in Lega come me dai primi anni ’90».

Il centrosinistra risponde alla discesa in campo polidoriana con le parole del capogruppo Pd Massimiliano Micor: «Spiace constatare che la destra muggesana non abbia trovato una proposta espressione del territorio ed abbia subito un nome calato dall’alto solo perché la Lega doveva piantare una bandierina; forse la brutta storia della coperta del senzatetto è stata troppo anche per gli ambienti del centrodestra triestino. È stato bello poi sentire Fedriga definire Muggia una perla, forse l’ha scoperta solamente di recente perché sono 5 anni che la giunta regionale Muggia l’ha bellamente ignorata»

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