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Al campo Draghicchio in arrivo nuovi “arredi” per l’atletica

Il Comune ha avviato la procedura per l’acquisto di ostacoli, blocchi di partenza, orologi per l’allestimento completo del campo di Cologna come chiesto dalla Fidal

TRIESTE Fermapiedi per pedana nel getto del peso, ostacolo fisso telescopico per riviera del percorso siepi, riduttore completo per pedana da disco e da martello, ostacoli regolabili, zona di caduta per salto in alto, serie di blocchi di partenza regolabili, testimoni per staffette, contagiri con campana, misuratori per il salto in alto e con l’asta, orologi contasecondi, prismi segna corsie, piramidi per lanci lunghi. Tutto deve essere conforme ai regolamenti della Fidal (Federazione italiana di atletica leggera) e dell’ex Iaaf (International Association of Athletics Federations).

Mentre in sede olimpica l’atletica azzurra fornisce soddisfazioni al mondo sportivo nazionale, i Lavori pubblici comunali, quasi a partecipare alla straordinarietà del momento, cercano di accelerare l’allestimento del campo scuola dedicato all’irredentista istriano Gregorio Draghicchio, in via Amendola a Cologna.


Una determina del dirigente dell’Edilizia sportiva, Luigi Fantini, stanzia circa 70.000 euro (Iva compresa) per acquistare una serie di “arredi” - prima elencati - indispensabili per la dotazione tecnica dell’impianto, sul quale sono stati investiti complessivamente 850.000 euro, con generosa disponibilità della Regione Fvg. I lavori sono stati svolti dalla “Del Mistro Giacobbe” di Maniago.

Il Municipio si affiderà alla ricerca sul Mercato elettronico della pubblica amministrazione avendo motivato «l’urgenza e la specificità della fornitura». Un passo in più per accelerare l’utilizzabilità della struttura da parte della “regina”, che da un anno e mezzo a questa parte è stata sovente oggetto di asciutti confronti tra civica amministrazione e Fidal. L’organizzazione sportiva ha lamentato la lentezza nella conclusione delle opere e anche una certa approssimazione nella realizzazione delle stesse.

Il Comune ha replicato in diverse fasi a cura degli assessori Lodi, Giorgi, Rossi, sottolineando l’impegno esercitato dalla giunta Dipiazza nel sottrarre il “Draghicchio” a un destino di abbandono. Anello di 400 metri per le gare di corsa, pedane per le varie specialità di salto, spazi per martellisti-pesisti-giavellottisti: è vero che c’è qualche ritardo nella tabella di marcia, ma il grosso della ristrutturazione - sostengono dal Comune - è fatto. Il problema è che il “Draghicchio” è solo un capitolo del rapporto dialettico tra Fidal e largo Granatieri, in quanto nel dibattito tra le parti interviene anche la sorte del “Grezar”, un recupero costato non poco e durato non poco, fruito anche dalla Triestina, un inserimento calcistico non troppo gradito dagli ambienti dell’atletica.

A gestire l’impianto, dove operano anche alcuni campi da tennis, una cordata formata dalla Uisp (fin dal 1996), dall’Asd Triveneto e dall’Asd Carducci. —


 

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