Tratti in salvo tre escursionisti in difficoltà sul Monte Briniza: due sono triestini

Con il sopraggiungere del buio e con una situazione meteorologica in peggioramento si sono trovati in difficoltà e hanno lanciato l’allarme. Tra di loro un 74enne particolarmente affaticato

LUSEVERA Tre escursionisti in difficoltà, due triestini – un uomo di 74 anni e una donna di 51) e un 61enne del luogo, sono stati tratti in salvo dal Soccorso Alpino di Gemona, in un intervento durato dalle 21 alle 4.30 del mattino.  

I tre, tra cui un triestino di 74 anni particolarmente in difficoltà per la stanchezza, si erano fermati a quota 1600 metri all'incirca sul Monte Briniza, traversando lungo la cresta del Gran Monte, nelle Prealpi Giulie (Alta Val del Torre). Gli escursionisti erano partiti dalla strada statale che passa per Musi e porta a Passo Tanamea e al valico di Uccea e all'altezza di Musi hanno preso il sentiero 711 che porta alla cima del Gran Monte. Proseguendo in cresta si sono trovati con il sopraggiungere del buio in difficoltà e con una situazione meteorologica in peggioramento con temporali sparsi nei dintorni.

Tre soccorritori della stazione di Udine sono partiti a piedi per raggiungerli lungo lo stesso sentiero mentre dall'altro versante anche due giovani dal rifugio Ana Monteaperta - a circa un'ora di cammino dal punto in cui si trovavano i richiedenti aiuto,  a Ovest di Sella Kriz - hanno nel frattempo portato viveri e acqua agli escursionisti, non potendo però rimanere con questi ultimi ad assisterli per dover rientrare al rifugio.

I soccorritori hanno impiegato quasi due ore per raggiungere a piedi gli escursionisti in difficoltà anche a causa del maltempo. Con i tre escursionisti c'era anche un cane, anch'esso in difficoltà per stanchezza.

I soccorritori hanno raggiunto i tre escursionisti e li hanno scortati aiutandoli fino al rifugio per far loro trascorrere la notte li dal momento che non era il caso di affrontare tutto il percorso di rientro per le loro condizioni e per i continui temporali in atto tutt'intorno. I soccorritori sono poi rientrati al furgone alle 4,30.

Attorno alle 12.30 del giorno dopo, gli escursionisti hanno nuovamente chiamato i soccorsi chiedendo di essere accompagnati a valle dal rifugio Ana Monteaperta, perché non se la sentivano di scendere da soli. Al momento la richiesta è in valutazione perché non è possibile né far decollare l'elicottero della Protezione Civile né inviare una squadra a piedi per compiere l'operazione di "scorta" lungo il sentiero, reso ripido e molto scivoloso dalle piogge.

I soccorritori attendono un miglioramento del tempo e nel frattempo hanno consigliato agli escursionisti di attendere al rifugio, che è un luogo sicuro.

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