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Da Atene all’Ungheria: migranti in cammino sulla “via balcanica bis”

TRIESTE C’è un ramo secondario della Rotta balcanica sempre più battuto negli ultimi mesi, mentre al contempo sono scesi i numeri di rintracci in Slovenia e Croazia. È quello che dalla Turchia entra in Grecia, risale verso la Bulgaria, attraversa la Romania e sfocia in Ungheria, bypassando il filo spinato su tratti di confine greco-macedone, il semi-invalicabile muro magiaro, il pugno duro della polizia croata alla frontiera con la Bosnia. Un altro ramo dalla Serbia entra in Romania e va verso Nord, sempre via Ungheria.

Tanti i segnali e i numeri che confermano il quadro. Solo a luglio sono state decine e decine i migranti nascosti in un Tir scoperti dalla polizia di frontiera romena proprio mentre tentavano di entrare irregolarmente in Ungheria, sfruttando la maggior porosità del confine romeno-magiaro. Notizie simili si stanno rincorrendo fin dall’anno passato. Secondo la polizia di Bucarest, nel 2020 sarebbero stati 45mila i tentativi di ingresso illegale in Romania, 4 volte quanto quelli registrati nel 2019. Il trend resta uguale quest’anno. Un rapporto dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Iom), relativo solo al primo trimestre 2021, ha riferito di quasi mille migranti e profughi bloccati dalle autorità in entrata o in uscita dal Paese, +23% rispetto all’ultima parte del 2020; e i fermati – è risaputo – sono solo la punta dell’iceberg. In aumento anche le domande d’asilo in Romania, schizzate al record di oltre 6.000 l’anno scorso. Una fetta consistente di questi numeri è rappresentata da migranti intercettati in Serbia e impediti a proseguire. E che da lì entrano in Romania per proseguire il viaggio verso Nord, bypassando il muro magiaro al confine serbo.


Molti, forse un terzo del totale, sono minori. Refugee Rights Europe ha parlato di un +238% di arrivi nel 2020. Save The Children ha confermato che uno degli epicentri del fenomeno è Timisoara, tappa obbligata per migranti in transito. Le autorità romene hanno smantellato un’organizzazione criminale internazionale che trasportava centinaia di persone dalla Turchia via Grecia, Bulgaria, Romania e Ungheria - in particolare iraniani, iracheni e siriani -: fino a 10mila euro per arrivare in Germania. —


 

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