Manifattura tabacchi, sì di Cdp a Fracasso

Il consiglio dell’Immobiliare ha deliberato martedì sull’offerta. L’imprenditore: «Mercati ortofrutta e ittico tra le ipotesi»



Due colpi messi a segno nella stessa giornata di martedì 27, quando i consigli di amministrazione di Cassa depositi e prestiti (Cdp) Immobiliare e di Cdp sgr hanno detto sì alle offerte per l’ex Manifattura Tabacchi e per le ex officine Holt presentate dall’imprenditore veneziano Francesco Fracasso. Lo stesso che ha firmato il recupero dell’ex “Lavoratore” in corso Saba, dell’ex Dino Conti in strada di Rosandra, dell’ex Maddalena in via dell’Istria.


La procedura deve ora proseguire con il rogito ma la positiva valutazione delle cifre prospettate - pare dopo un consulto con la Gabetti - fa ritenere che l’operazione si avvii verso un favorevole esito. Due obiettivi differenti: logistico per l’ex Manifattura, immobiliare per l’ex Holt. Dopo aver appreso della duplice decisione romana, Fracasso ha dedicato la sua prima telefonata al sindaco Dipiazza, perché - come vedremo più avanti - una delle ipotesi più accreditate di riconversione dell’ex Manifattura riguarda il riallestimento dei mercati ortofrutticolo (ora in Campo Marzio) e ittico (ora all’ex Gaslini).

Concentriamoci allora sull’ex produttrice di sigarette, situata in via Malaspina, punto strategico in zona industriale, dirimpetto alla postazione di Samer alla radice del Canale, di fianco alla Illy. Fracasso aveva iniziato da tempo la marcia di avvicinamento a una struttura che di fatto terminò la sua originaria missione nel 1992 quando il vecchio Monopolio venne privatizzato, poi vivacchiò come magazzino di merce sequestrata, mentre la proprietà fu palleggiata dalla mano pubblica tra Fintecna e Cdp.

Il “rigeneratore urbano” veneto avrà a disposizione 50.000 metri quadrati, dimensioni ragguardevoli che possono tranquillamente trascendere le necessità annonarie del Municipio. Infatti Fracasso preferisce tenersi sulle generiche per quel che riguarda le destinazioni, ma lascia capire che quegli spazi e quella posizione candidano l’ex Manifattura a un naturale futuro logistico: «Ci penserò da settembre».

Fracasso aveva preannunciato l’acquisto dell’ex Manifattura già a fine gennaio, quando, d’intesa con il conterraneo Giovanni Rocelli, aveva prospettato anche l’acquisizione dei 105.000 metri quadrati dell’ex Italcementi. L’edificio di via Malaspina era sul mercato da molti anni e non è la prima volta che viene preso in considerazione per accogliere una parte dei mercati comunali.

Il compratore veneziano si chiude a riccio quando gli si chiede dell’entità dell’offerta: ambienti immobiliari triestini stimano comunque una cifra di circa 2 milioni, cui bisognerà aggiungere gli oneri della bonifica. Più disponibile invece Fracasso sul valore dell’operazione di riqualificazione: «Non inferiore ai 40 milioni». E i vicini terreni Colombin e Veneziani? «10 milioni sono troppi», risponde.

L’imprenditore non intende smontare un edificio disegnato da Pier Luigi Nervi, come altri impianti pensati per trasformare tabacco (Bologna, Firenze). Lo stabilimento venne costruito tra il 1958 e il 1964, il 15 aprile di quell’anno - informa una nota dell’Agenzia delle accise, dogane e monopoli - squillò la sirena che annunciava l’inizio dei lavori: il presidente della Repubblica era Giuseppe Segni, il presidente del Consiglio Aldo Moro.

Dipiazza conferma l’intenzione di traslocare i due mercati nella periferia industriale, dove viabilità e parcheggi favorirebbero le operazioni. L’acquisto dell’ex Duke, avvenuto nel 2018 con l’obiettivo di trasferirvi l’ortofrutticolo, non rappresenta un problema per il sindaco, in quanto l’asset di via Ressel dovrebbe essere acquistato da Gls per una somma pari a 1,5 milioni superiore agli 1,2 sborsati all’Ezit in liquidazione .Lo spostamento del mercato ortofrutticolo è ovviamente propedeutico alla vendita della grande area di Campo Marzio, quotata sulla carta 26 milioni di euro e destinata a ospitare un albergo, una spa, parcheggi. —



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