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Centrale a carbone di Monfalcone: ex direttore e A2A davanti al Gup il 24 novembre

L’udienza preliminare per l’ipotesi di “disastro ambientale”. Il Comune ha deciso di costituirsi parte civile


MONFALCONE Il procedimento penale in relazione alla centrale di Monfalcone ora approderà davanti al Gup. Il giudice Carlo Isidoro Colombo ha infatti fissato al 24 novembre l’udienza preliminare. Chiamati a rispondere sono l’ex direttore dell’impianto termoelettrico Roberto Scottoni, 47 anni, in ordine al reato di disatro ambientale (articolo 452 quater, comma 1 n. 2 e coma 2 del Codice penale), nonché la società A2A EnergieFuture Spa, quale persona giuridica, ai fini della responsabilità amministrativa (articolo 25 undecies, decreto legislativo 231/01). Parti offese sono Anna Maria Cisint che nel suo ruolo di sindaco rappresenta anche il Comune di Monfalcone, la Lepanto Yachting Service Srl, attraverso il proprio legale rappresentante, l’associazione Rosmann. E il Comune di Monfalcone ha deciso di costituirsi parte civile, attraverso il sindaco Cisint.

Sono molto tecniche e complesse le contestazioni formulate dalla Procura di Gorizia, attraverso il pm Valentina Bossi, prendendo in considerazione il periodo tra il 2015 e il 2020, relativo alle indagini eseguite, partite nel 2014. L’ipotesi di disastro ambientale si basa su articolati capi d’accusa. All’ingegner Scottoni, in qualità allora di responsabile della centrale, viene contestata la presunta responsabilità nell’aver causato una serie di «compromissioni» di tipo ambientale. A partire dai fondali marini nel tratto di mare antistante la banchina dell’impianto termoelettrico, determinando il deflusso nel canale Valentinis di «un’ingente quantità di polvere di carbone», proveniente sia dalle chiatte durante lo scarico della materia prima, sia dal parco di deposito «non adeguatamente coperto e contenuto», afferma la Procura. Il tutto finendo a mare, attraverso le precipitazioni piovose. Ciò, continua l’ipotesi di accusa, «nonostante le previsioni contenute nell’Autorizzazione integrata ambientale» (Aia). La Procura fa riferimento alla «compromissione di sedimenti marini» del tratto antistante la banchina di A2A presentando «un elevato contenuto di carbone».


Viene quindi trattato l’aspetto relativo alla «compromissione dell’aria derivante dalle emissioni prodotte dalla centrale». In questo caso la Procura evidenzia l’«incongruità» dei dati in ordine alle misurazioni eseguite dall’azienda. In pratica, i valori relativi ai campionamenti semestrali (ritenuti «superiori» ai parametri indicati nell’Aia), sarebbero stati difformi rispetto a quelli riportati nel registro di gestione Sme (Sistema di monitoraggio per le emissioni). La Procura parla di una discrepanza «sostanziale» tra quanto misurato in continuo attraverso lo Sme e quanto misurato manualmente (il periodo è indicato fino al 2018). E ancora, l’«alterazione dell’equilibrio dell’ecosistema» con impatto sui licheni. In alcune delle zone sottoposte alla verifica inquirente, sarebbero «risultati accumuli medi annuali di metalli pesanti e metalloidi», tra i quali, sostiene sempre la pubblica accusa, sono stati rilevati traccianti del carbone. Inoltre, i carotaggi eseguiti (fino all’autunno 2016) nel fondo marino antistante la centrale, avrebbero presentato «percentuali di fossile comprese tra il 50 e il 90%».

Dunque, una gestione documentale considerata «molto carente, con registri mai redatti in modo completo» e con «sostituzioni di dati». Da qui, la «complessiva inattendibilità delle rilevazioni dei fumi e del sistema di misura». Un confronto tra valori, per la Procura, «sbilanciati» e con «sistematica sottostima del sistema di monitoraggio». Si fa presente anche il «mancato rispetto delle prescrizioni Aia» per quanto riguarda le tecnologie adottate e le procedure di esercizio, in merito alle operazioni di carico del parco carbone. La Procura si sofferma sull’emissione degli ossidi di azoto (NOx) parlando di «concentrazioni superiori ai livelli previsti dall’applicazione delle Bat 2006 e 2017», pertanto «adottando solo in linea teorica le migliori tecniche disponibili» prescritte dall’Aia.—

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