Scoperto centro massaggi a luci rosse a Trieste dove si prostituivano giovani donne cinesi: sequestrati 40 mila euro

Indagine della Squadra mobile della Questura, diretta dalla Procura. Le attività illecite erano state riprese da telecamere nascoste, posizionate dalla Polizia 

TRIESTE. Scoperto un centro massaggi a luci rosse a Trieste. L’indagine, coordinata dalla locale Procura diretta da Antonio De Nicolo, ha consentito di accertare come in un centro massaggi gestito da cittadini di nazionalità cinese, in centro cittadino a Trieste, venisse praticata l’attività di prostituzione da parte di giovani massaggiatrici orientali.

Le investigazioni, dirette dal pm titolare del fascicolo Federico Frezza e affidate alla sezione “Criminalità diffusa, extracomunitaria e prostituzione” della Squadra Mobile del capoluogo giuliano, trae origine dalla necessità di contrastare il fenomeno dello sfruttamento della prostituzione di donne di nazionalità cinese da parte di loro connazionali. Come già emerso in precedenti attività di indagine sul medesimo contesto criminale, le ragazze, che sono costrette a lavorare ininterrottamente dalle 8 alle 23, non percepiscono, infatti, nemmeno in minima parte, il guadagno per la loro attività; le ragazze vengono, inoltre, smistate da una città all’altra, da un centro all’altro senza mai avere voce in capitolo, stante il loro stato di clandestinità e il loro debito con chi le ha fatte arrivare illegalmente in Italia.

In altri termini, le indagini mirano ad andare in soccorso delle vittime di tale sfruttamento, che assomiglia non poco a una sorta di schiavitù, sia pure a tempo, cioè fino all’estinzione del debito. È così che, dagli inizi di luglio, gli agenti della Polizia di Stato hanno effettuato numerosi servizi di osservazione, supportati anche da telecamere installate all’interno del centro massaggi, accertando come le giovani massaggiatrici, previo pagamento del corrispettivo, oltre a massaggi corporali, offrissero ai clienti anche pratiche sessuali consistenti nella masturbazione e, in alcuni casi, nella consumazione di rapporti sessuali completi.  

Il pm ha iscritto nel registro degli indagati, per il reato di agevolazione o favoreggiamento della prostituzione, la cittadina cinese Y.Y., 39 anni, titolare del centro massaggi, emettendo a suo carico, nonché nei confronti delle due connazionali impiegate nel centro, un decreto di perquisizione personale e locale che è stato eseguito nella giornata di mercoledì 28 luglio in due centri massaggi riferibili a Y.Y., nonché nell’abitazione della donna, dove erano ospitate anche le due massaggiatrici.

All’esito dell’attività disposta dall’autorità giudiziaria, oltre all’individuazione di un’ulteriore cittadina cinese dedita alla prostituzione all’interno di uno dei due centri massaggi perquisiti ubicati in via Rapicio e via Margherita, è stata rinvenuta nella camera da letto in uso a Y.Y. un’ingente somma di danaro in contanti, verosimilmente provento dell’attività di prostituzione, ammontante ad oltre  40.000 euro, che è stata sottoposta a sequestro così come l’intero appartamento.

Si è proceduto, inoltre, al sequestro del centro massaggi oggetto di monitoraggio.

Y.Y., come il marito, dovrà inoltre rispondere della violazione al Testo Unico dell’Immigrazione per aver favorito la permanenza nel territorio dello Stato di due delle tre massaggiatrici risultate prive dei requisiti per l’ingresso e la permanenza in Italia.

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