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Dal Pedocin all’Ausonia la grande afa non frena gli irriducibili della sdraio nel giorno più caldo dell’estate

Centinaia di ingressi nei due stabilimenti più vicini al centro città. Gli habitué: «Docce e gelati aiutano ma il sole non ci spaventa» 

TRIESTE. Giovedì 29 luglio, il giorno più caldo dell’estate a Trieste secondo le previsioni meteorologiche tanto da far assegnare al capoluogo giuliano il bollino rosso secondo il bollettino delle ondate di calore del ministero della Salute (come Trieste, in tutta Italia, solo Perugia e Pescara). Chi è rimasto in città ha scelto di combattere l’afa al mare. Tanti si sono riversati nei due stabilimenti balneari più vicini al centro, l’Ausonia e il Pedocin. Un tuffo rinfrescante, un gelato e un po’ di relax all’ombra. La giornata per molti è trascorsa così. Qualcuno ha optato anche per i gonfiabili, materassini, canotti e animali giganti colorati, ancorati a qualche metro dalla riva, per alternare la tintarella a un bagno rapido.

Un caldo percepito in modo deciso già al mattino, che non ha scoraggiato chi abitualmente sceglie il mare per tutta l’estate, anche nei momenti più torridi. All’Ausonia al mattino sono stati registrati oltre 200 ingressi, tra abbonamenti e biglietti singoli, un afflusso continuo, sempre nel rispetto dei distanziamenti previsti, anche se, come spiega Cristina Cecchini, che gestisce lo spazio, «in queste giornate molti preferiscono la parte coperta, sotto la terrazza, che garantisce un po’ di refrigerio».



Tra gli habitué, da oltre 50 anni, ci sono i coniugi Renato Giorgiutti e Lilli Starace: «meglio stare qui vicino al mare con questo caldo - dice lui - soprattutto all’ombra, poi ogni tanto una bella doccia fresca è d’obbligo», mentre la moglie sorveglia il nipote che nuota: «non si ferma mai, ha 7 anni e adora venire qui e giocare tutto il giorno, io lo controllo dall’alto e intanto sto al riparo dal sole. Per i bambini - aggiunge - la calura sembra non esserci, sono sempre scatenati». Nella zona relax dello stabilimento anche Vittorio Muiesan: «faccio una passeggiata - racconta - leggo, chiacchiero con i bagnanti storici, perché qui ormai siamo una famiglia, faccio un pisolino e ovviamente una nuotata. Così si sopporta meglio il clima di questi giorni». Temperature che non spaventano invece Patrizia Delbello, sotto il sole cocente sulla sdraio: «arrivo attorno a mezzogiorno e tiro tardi, fino alle 19 - spiega - dentro e fuori dall’acqua di continuo, ma il caldo per me non è un problema, tanto ogni anno queste ondate durano poco e preferisco dedicarmi all’abbronzatura quanto posso».



Nessun problema legato ai valori elevati anche per decine di ragazzini sulle scale e nei vari accessi all’acqua, intenti a gare di tuffi senza sosta o a nuotate di gruppo per guadagnare il largo. L’area lontana dai raggi diretti del sole ospita comunque parecchie persone, chi ascolta musica con le cuffie, chi si dedica a libri e giornali e chi ancora ha steso grandi teli per intrattenere i bambini. Nell’atrio dello stabilimento, alcune persone si preparano a tornare a casa a metà giornata: «siamo cotti - sottolinea una famiglia - in queste giornate, se non si lavora, meglio arrivare presto e rientrare nelle ore centrali, ci sono oltre 30 gradi, ma percepiti secondo noi molti di più, l’aria è pesante, speriamo che magari nei prossimi giorni arrivi un po’ di vento». Guardando alle previsioni meteo dell’Osmer, una tregua è prevista domenica, con piogge alternate a schiarite, prima nessun cambiamento radicale.

Anche nel vicino Pedocin l’afa non ha fermato ieri le bagnanti più affezionate, che si sono messe in fila per entrare come sempre, «fedelissime con ogni condizione meteo - precisano due anziane amiche - le temperature alte non ci fanno cambiare idea, siamo in piena estate, meglio godersela al massimo». —

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