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Balzo dei contagi in Slovenia e arriva la nuova stretta: da lunedì al ristorante e in hotel con pass o tampone

Positivi in aumento anche in Dalmazia

TRIESTE. Nuove misure in vigore in Slovenia a partire da lunedì 26 luglio, per contrastare l’aumento dei casi di coronavirus. Per tutti i ristoranti, casinò, sale gioco d’azzardo ma anche alberghi e strutture ricettive per turisti, è ora necessario esibire il Green Pass prima di poter entrare. In altre parole, per stare all’interno delle strutture bisogna avere con sé la prova di aver completato il ciclo vaccinale; o in alternativa, di essere guariti dal Covid–19 o ancora di aver effettuato un tampone con esito negativo nelle 48 ore precedenti.

La responsabilità dei controlli ricadrà su gestori e proprietari delle strutture citate. La decisione presa dal governo di Lubiana rimarrà in vigore fino al prossimo primo agosto e risponde al nuovo balzo nel numero dei contagi, in particolare di quelli legati alla cosiddetta variante Delta. Contrariamente alla Croazia, in Slovenia non vengono invece introdotte restrizioni per quanto riguarda le attività all’aperto, purché le regole di distanziamento sociale siano rispettate.

Stando ai dati pubblicati dalle autorità slovene, tutti i tassi di incidenza del virus – misurati a 7 o a 14 giorni – sono in aumento nel paese, così come la percentuale di tamponi positivi. Secondo l’ufficio statistico di Lubiana, il 2020 è stato l’anno in cui si è registrato il calo più importante della popolazione dal 1945: i decessi hanno superato le nascite di 5.249 unità e la ragione, si legge, è da cercarsi nell'elevata mortalità, superiore alla media, segnalata a novembre e a dicembre dell’anno scorsa, durante la seconda ondata dell'epidemia.

Anche in Croazia i contagi sono in aumento, con 125 nuovi contagi registrati domenica 25 luglio su 5.975 tamponi effettuati. Grandi differenze si misurano tuttavia tra le regioni dalmate, più colpite in questo momento dai contagi, e le regioni dell’entroterra o dell’Istria. Sono 137 le persone attualmente ricoverate in Croazia con Covid–19 (13 delle quali collegate a un respiratore), contro i 29 ricoverati in Slovenia di cui 8 in terapia intensiva. Il 39,9% dei croati si è vaccinato, contro il 37,4% degli sloveni. —

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