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Rapina in gelateria a Gradisca, il titolare: «Era molto aggressivo, conosceva orari e abitudini»

Roberto Comelli

Il proprietario è sconvolto: «Siamo increduli e spiace per le nostre dipendenti, che sono state brave a mantenere la calma»

GRADISCA «Si tende a pensare che episodi di questa gravità capitino sempre agli altri. E invece stavolta è accaduto a noi, a Gradisca, a due passi dal centro e dalla scuola. Siamo increduli». Roberto Comelli, titolare dal 2004 della storica gelateria della Fortezza, è ancora sgomento. Al momento della rapina non si trovava nella sua attività e di questo non riesce a darsi pace. «Mi dispiace che le nostre due dipendenti abbiano dovuto vivere un’esperienza così orribile – commenta -. Sono due ragazze giovani, entusiaste, che sono state spaventate a morte. E per che cosa poi: per poche centinaia di euro».

Dai racconti delle due commesse emerge la figura di un uomo irruento, disposto a tutto. «Sono state bravissime a mantenere per quanto possibile la calma e consegnargli tutto. Una parola o un gesto in più e chissà cosa sarebbe potuto accadere. Il ladro si è rivolto loro in modo molto aggressivo, agitato. Quello di una persona che non ha molto da perdere. La cosa che più mi colpisce – afferma Comelli – è che il tutto è stato perfettamente studiato. Il rapinatore conosceva i nostri orari, i movimenti delle ragazze in fase di chiusura, e credo anche il posizionamento delle telecamere di videosorveglianza. Ha saputo nascondersi e colpire all’improvviso». Le serrande ieri sono rimaste abbassate. «Doveroso per solidarietà alle ragazze. Siamo tutti molto provati. Ci riproveremo domani (oggi)».

Solidarietà e sgomento anche dall’amministrazione comunale: «La notizia ci lascia attoniti. Esprimiamo vicinanza a titolare e personale coinvolto. Fondamentale sarà l’apporto della Polizia locale per l’esame delle videoregistrazioni delle telecamere che ci fa auspicare una rapida conclusione delle indagini per trovare i colpevoli». Ma il malintenzionato, come detto, potrebbe anche essere riuscito a eludere la videosorveglianza. Perlomeno la telecamera di via Garibaldi, maggiormente incentrata sull’incrocio con le vie Aquileia e Papalina. —

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