All’ospedale di Gorizia un nuovo laboratorio analisi d’urgenza da 350 mila esami all’anno

Asugi sceglie di iniziare l’aggiornamento del Dipartimento unico dalla struttura di via Fatebenefratelli. Le strumentazioni hanno un potenziale di 450 test/ora. Il primario Ruscio: «Adesso ripartiamo»

GORIZIA. Ha un potenziale di 350 mila esami l’anno il nuovo laboratorio analisi realizzato dall’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina al San Giovanni di Dio. La struttura ricavata al piano terra dell’ospedale di via Fatebenefratelli presentata ieri mattina sarà a supporto della medicina d’urgenza. I nuovi strumenti con tecnologia di ultima generazione sono stati posizionati in locali ampliati e ridisegnati per consentire la massima efficienza.

Il laboratorio di Gorizia è uno dei cinque del laboratorio unico di Asugi. All’ospedale Maggiore di Trieste si trova la struttura hub di riferimento a cui sono collegate quelle del Burlo, di Cattinara, di Monfalcone e, appunto, del San Giovanni di Dio. Quest’ultima è stata la prima del gruppo ad essere aggiornata nell’ambito di un percorso di standardizzazione iniziato due anni fa e poi rallentato dalla pandemia che ha messo sotto pressione l’intero sistema sanitario. Bastano due numeri su tutti per capire come nel 2020 sia cambiato il lavoro: a gennaio erano stati eseguiti 42 esami molecolari e alla fine dell’anno erano diventati circa 75 mila. «Adesso ripartiamo», ha sottolineato Maurizio Ruscio, direttore del Dipartimento ad attività integrata Medicina dei Servizi di Asugi. Insieme all’aggiornamento dei macchinari, l’obiettivo è quello di normalizzare le modalità di lavoro e di qualità delle cinque équipe in modo da evitare anche i più banali difetti di comunicazione tra l’una e l’altra realtà.

Fino a circa un anno e mezzo fa le attività dei laboratori sono state pressoché invisibili, ma con il Covid è emerso chiaramente quanto invece siano strategiche. «La standardizzazione sempre più spinta dei risultati, aumenta il livello di qualità del sistema», ha sintetizzato Ruscio ricordando che quello realizzato a Gorizia è solo un pezzetto dell’intero percorso di rinnovamento.

Il nuovo laboratorio lavorerà sette giorni alla settimana 24 ore su 24 ed è in grado di effettuare fino a 450 test all’ora con tempi medi di risposta di 20 minuti dal ricevimento del campione da analizzare. Oltre a quelli del pronto soccorso di Gorizia processerà anche i campioni dei distretti sanitari di Gradisca e Cormons. Grazie ai nuovi macchinari è stato calcolato che il costo medio del singolo test scenderà da 1,10 euro a 0,98 euro.

Il risultato - è stato sottolineato - è stato raggiunto grazie a un lavoro di squadra che ha coinvolto anche l’ufficio tecnico e il centro trasfusionale, con quest’ultimo che ha ceduto un suo spazio per permettere l’allargamento del laboratorio. Anche se la struttura è ormai pienamente operativa, per essere a regime completo ci vorranno ancora una decina di giorni. «Siamo molto orgogliosi», ha detto Ruscio ricordando che questa è la dimostrazione di come il modello organizzativo scelto nel 2018 non abbia portato alla desertificazione del territorio come qualcuno aveva paventato. Secondo le previsioni il complesso processo di riorganizzazione e ammodernamento del laboratorio unico di Asugi dovrebbe completarsi entro la fine dell’anno. A quel punto l’intero personale lavorerà su strumenti e protocolli tutti uguali.

«Siamo la prima regione nell’attività di sorveglianza sanitaria - ha osservato il vice governatore con delega alla Sanità Riccardo Riccardi in occasione della presentazione di ieri mattina introdotta dal direttore generale di Asugi Antonio Poggiana -, ma quando misuri con apparecchi diversi, i risultati sono diversi. Senza la medicina di laboratorio, non siamo in grado di prendere delle decisioni. Rappresenta un anello della catena strettamente collegato alla prevenzione e a Gorizia mi pare che stiamo dando dimostrazioni chiare». E sull’impegno della Regione nei confronti del capoluogo isontino si è soffermato anche il sindaco Rodolfo Ziberna. «Questa - ha detto il primo cittadino - è una tappa di un lungo percorso. L’ultima era stata la presentazione del robot urologico da 2,3 milioni fatta al parco Basaglia. Rimodulare e aggiornare gli spazi significa lavorare meglio e di più, ma per noi il nuovo laboratorio rappresenta anche un passo importante perché dimostra che la Regione è attenta a Gorizia, nonostante ci siano persone che continuano a gettare fango o fare disinformazione sulla sanità del Friuli Venezia Giulia. C’è chi lo fa per ignoranza, e chi per scopi meno nobili, dovrebbero invece fare tutto il possibile per convincere l’utente della qualità del servizio offerto. Abbiamo una sanità che funziona e di cui siamo orgogliosi. Ricordiamoci di cosa sono state capaci in questo anno e mezzo di pandemia le persone con il camice, e non solo, che per la nostra salute si sono letteralmente fatte in quattro rinunciando spesso ai loro affetti familiari».

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