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Tornate a casa le ultime due ragazze triestine bloccate a Malta dal Covid

Le sedicenni sono rientrate nel pomeriggio con un aereo speciale atterrato a Treviso dopo giorni d’incertezza tra voli annunciati e poi annullati

TRIESTE. Odissea finita anche per le ultime due ragazze triestine rimaste bloccate a Malta dopo lo scoppio di alcuni focolai di Covid-19 tra gruppi di giovani in vacanza-studio. Ieri le due sedicenni sono rientrate a casa con un volo speciale atterrato a Treviso nel pomeriggio. Lunedì era già tornata un’altra triestina, a bordo di un aereo atterrato a Roma.

Le due sedicenni, risultate positive al virus dopo lo scoppio dei focolai e tornate negative nei giorni scorsi, sono così potute rientrare a casa dopo una lunga e snervante attesa, iniziata il 7 luglio, quando erano state riscontrate le prime positività nel loro gruppo di ragazzi, tutti minorenni.

«Finalmente le abbiamo potute riabbracciare», racconta una delle due mamme corse ieri a Treviso a recuperare le figlie: «Stanno bene, e sono felici di poter chiudere questa parentesi, durata quasi un mese. Erano arrivate a Malta il 25 giugno, sarebbero dovute rientrare il 9, poi dal 7 tutto è precipitato. Sappiamo che quasi tutti ormai sono ripartiti, un ulteriore volo è stato assicurato anche per i giovani che sono ancora positivi».

Ma fino all’ultimo le due famiglie non sapevano se il rientro di ieri sarebbe stato confermato: già qualche giorno fa il loro volo in partenza era stato bloccato improvvisamente, a causa di nuovi casi emersi tra i giovani pronti ad essere rimpatriati.

Le due studentesse triestine sono risultate negative all’ultimo tampone effettuato prima dell’imbarco e, dopo aver avvisato le famiglie, hanno potuto rincasare. Le due mamme nel frattempo si erano fermate in Toscana qualche giorno, lungo la strada verso l’aeroporto di Roma, ovvero lo scalo previsto per il rientro di inizio settimana, poi slittato.

«I giorni più critici sono stati i primi», spiega la mamma di una delle due: «Erano naturalmente preoccupate per ciò che stava accadendo, al di là del fatto che entrambe hanno avuto qualche sintomo. Nulla di grave: tosse, un po’ di mal di gola. Ma soprattutto inizialmente si trovavano in un hotel che non aveva misure adatte ai ragazzi e la situazione, almeno nelle prime fasi appunto, non era stata gestita al meglio. Poi tutto si è normalizzato con lo spostamento in un’altra struttura. Hanno avuto un trattamento adeguato fino agli ultimi giorni quando, anche se erano rimaste con pochi accompagnatori e sempre isolate nelle stanze, hanno continuato a studiare, sperando comunque di tornare a casa il prima possibile».

È stata un’esperienza comunque non del tutto negativa per le ragazze, perché «hanno creato amicizie profonde. Mia figlia – dice ancora una delle due mamme – ha trascorso tanto tempo nella stessa camera con una ragazza di Napoli, con la quale si è instaurato un rapporto di grande affetto. Prima di lasciarsi, all’aeroporto, è stato toccante vederle salutarsi. È stata una vacanza così particolare, per le vicissitudini patite, che ha determinato legami speciali».—


 

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