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Sanitari senza copertura, sospensioni in arrivo per i primi 361 operatori dell’Azienda giuliano isontina

TRIESTE. Sono 361 i dipendenti Asugi che dalla prossima settimana rischiano la sospensione per non essersi sottopostI al vaccino. Lo ha comunicato il direttore generale Antonio Poggiana a margine del discorso di ringraziamento ai medici specializzandi e agli studenti di medicina coinvolti nella campagna vaccinale.

Alla presenza del vicepresidente Riccardo Riccardi e del rettore dell’Università di Trieste Roberto Di Lenarda, Poggiana, ha spiegato che, su 600 dipendenti senza profilassi, 361 non hanno presentato una motivazione valida (ad esempio un certificato del medico curante). Si tratta di 25 medici, 176 tra infermieri, ostetriche e assistenti sanitari, 88 Oss e 65 tecnici. «Abbiamo cercato possibili mansioni alternative ma sono poche - ha detto -. Forniremo entro la prossima settimana agli Ordini i nominativi per le sospensione dall’albo e, a seguire, dal lavoro». Chi ha fornito invece una certificazione è stato assegnato ad altro incarico non a contatto con il pubblico.


Riccardi ha ancora una volta evidenziato il paradosso regionale: «Abbiamo il tasso più alto di profilassi tra il personale scolastico, il più basso tra quello sanitario con ancora 1.350 operatori da sottoporre alla prima vaccinazione. Eravamo però partiti da oltre 5 mila». L’importanza del vaccino è confermata anche dai dati: «Su oltre 400 mila persone che hanno effettuato la prima dose del vaccino in Fvg - prosegue - solo 446 hanno contratto il Covid e 150 sono state ricoverate in ospedale ma non in terapia intensiva».

«In questo momento - ha detto Poggiana - abbiamo le dosi e siamo in linea con le previsioni che vedevano il 60% della popolazione vaccinata a luglio, il 40% ha completato entrambi i cicli. Abbiamo i vaccini, abbiamo i “vaccinatori” ma ci mancano i “vaccinandi”». «Dovrete essere voi, insieme a noi, a farvi promotori con gli indecisi - è stato l’appello rivolo da Riccardi a studenti e specializzandi-. Le nuove generazioni, se inserite nel sistema della salute pubblica, possono essere uno straordinario veicolo per convincere chi è confuso».

Di Lenarda ha ricordato l’importanza di far passare «un messaggio chiaro a favore del vaccino. Non possiamo equiparare chi ha deciso di farlo e chi invece lo rifiuta».

Unanime invece la soddisfazione per come si è riusciti, in 10 giorni, a inserire 280 specializzandi e gli studenti di medicina nei centri vaccinali. La dottoressa Antonella Geri, responsabile infermieristico del Dipartimento di attività integrata di Medicina, ha sottolineato l’entusiasmo dei giovani professionisti. Raffaele Grasso e Martin Iurilli, in rappresentanza degli specializzandi, hanno evidenziato il grande impegno tra attività di formazione in corsia e nei centri vaccinali: «possiamo continuare sperando però l’emergenza finisca presto». Andrea Chiarini, in rappresentanza degli studenti, ha aggiunto che «abbiamo voglia di scendere in campo per vedere che quello che studiamo con dedizione si traduce nell’attività concreta». —


 

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