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Incassa l’assegno dell’Inps ma risiede all’estero: indagata

Indagata dalla Procura di Trieste una 70enne scoperta dai carabinieri grazie a un controllo mirato

TRIESTE. Non risiedeva più in Italia da qualche anno ma continuava a ricevere comunque l’assegno sociale dell’Inps. La Procura di Trieste ha indagato una settantenne di origini serbe (B.M. le sue iniziali), scoperta grazie a un accertamento mirato dei carabinieri richiesto dal pm Federico Frezza.

Un filone investigativo che di recente ha già portato alla luce alcuni casi analoghi, sebbene il fenomeno – come ci tiene a specificare l’Inps – sia comunque circoscritto. L’ente, insomma, non sta assistendo a un dilagare di truffe o di dichiarazioni non veritiere riportate nella documentazione necessaria per richiedere i sussidi. Ma non manca chi se ne approfitta.

Ed è proprio del reato di “truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche” che dovrà rispondere l’indagata. L’assegno è quello erogato dall’Inps per gli ultra sessantasettenni che versano in una situazione di bisogno economico.

Per ricevere i soldi ogni mese è necessario possedere la cittadinanza italiana e la residenza effettiva, stabile e continuativa nel territorio nazionale.

Il beneficiario dell’assegno, secondo le normative in materia, ha inoltre l’obbligo di comunicare «ogni allontanamento dal territorio nazionale che si protragga per almeno 30 giorni».

L’assenza comporta la sospensione dell’erogazione o la restituzione del denaro che l’utente ha incassato senza averne più diritto.

Dal 1° gennaio 1996 questa tipologia di prestazione assistenziale ha sostituito la pensione sociale.

Stando agli accertamenti dei carabinieri, la settantenne indagata ha ricevuto illegittimamente quasi 13 mila euro: 425,27 euro al mese nel 2019 per un totale di oltre 5 mila euro e altrettanti nel corso del 2020; quest’anno, invece, la signora ha beneficiato per il momento di 2 mila 500 euro.

L’erogazione del contributo è stata bloccata non appena è stata segnalata l’irregolarità all’Inps. Subito dopo è scattato il sequestro del conto corrente della donna, ordinato dall’autorità giudiziaria. Il conto ora è bloccato.

Nel corso delle verifiche i militari dell’Arma hanno appurato che in effetti la signora non viveva ormai da tempo in Italia. Si era trasferita nel proprio Paese di origine ma l’ente, in mancanza delle dovute comunicazioni, obbligatorie per legge, continuava a comunque ad accreditarle il sussidio ogni mese.

«Fortunatamente in Friuli Venezia Giulia casi di questo tipo sono sporadici – chiarisce Paolo Sardi, direttore regionale dell’Inps – e il fenomeno è comunque sotto controllo anche perché l’istituto collabora in modo stretto con le forze dell’ordine attraverso una apposita convenzione. L’ente – aggiunge il direttore – fornisce costantemente gli elenchi dei percettori di questo genere di prestazioni assistenziali collegate alla residenza in Italia e le forze dell’ordine, poi, eseguono i controlli di propria competenza».

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