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Dall’allergia ai crostacei alle vene varicose, ecco tutti gli alibi usati dai no vax nella nostra regione

Per tentare di convincere i medici di base ad esentarli dalla somministrazione in molti accampano scuse improbabili. «Ma le vere controindicazioni sono altre»

TRIESTE. Il Green pass che diventa il lasciapassare per recuperare una vita “normale” alimenta la fantasia no vax. Ed ecco spuntare non solo allergie, episodi di asma giovanile, flebiti lontane un decennio, ma anche una presunta sordità e perfino le vene varicose. Scuse palesi di pazienti, ma anche di infermieri e operatori socio sanitari, che chiedono al medico di medicina generale di mettere nero su bianco una presunta patologia per poter ottenere il certificato liberatorio anche in assenza di vaccinazione anti Covid.

«Il dipartimento di Prevenzione di Asugi – fa sapere Lorenzo Cociani (Smi Trieste) – ha diffuso una circolare in cui si specifica che è il medico di famiglia a dover attestare se un paziente può fare il vaccino oppure no. Non mancano per questo i motivi di contrasto con chi, no vax, non si accontenta di rifiutare autonomamente la dose, ma, proprio perché si rende ben conto dell’utilità del Green pass, fa pressione in ambulatorio, magari con tanto di carta dell’avvocato, adducendo le più diverse motivazioni cliniche, nessuna delle quali, peraltro, rappresenta una controindicazione assoluta alla vaccinazione». In sostanza, come si legge nella circolare – che precisa come né l’allattamento né la gravidanza, superato il terzo trimestre, sono motivi di esonero o differimento –, non si deve inviare al dipartimento alcuna documentazione sanitaria al fine di dimostrare l’impossibilità o l’inopportunità di sottoporsi alla vaccinazione anti Covid, ma «è necessario che il medico di medicina generale dichiari espressamente che, valutato lo stato di salute della persona, la vaccinazione non può essere somministrata o deve essere differita».


Di qui, come denuncia Cociani, le prime pressioni sui medici di famiglia. Le scuse? C’è chi sostiene patologie pregresse, ma ampiamente superate, chi segnala di avere i genitori ipertesi, chi dice di soffrire di depressione, astenia, insonnia. A Udine il responsabile Rischio clinico di AsuFc Roberto Cocconi segnala anche malattie autoimmuni e il vasto campionario delle allergie. Dal cipresso al nocciolo, dalla polvere ai crostacei. Dopo di che, assicura Cosimo Quaranta, presidente dell’Ordine dei medici di Trieste, «la correttezza certificativa dei mmg è fuori discussione. Le motivazioni di salute possono essere addotte, ma devono essere comprovate, altrimenti non ci sarà alcun aiuto a favore di istanze no vax». Istanze che si accompagnano a quelle di tanti cittadini nell’incertezza. Persone che a loro volta, in ambulatorio, avanzano le più strambe incompatibilità con il vaccino, a partire dal semplice mal di testa. «In molti mettono sul tavolo anche la tiroidite autoimmune o altre patologie comuni, altri si rifanno a flebiti che sono ormai un ricordo – spiega Francesco Franzin, segretario della Fimmg di Trieste –. Posizioni più di timore che no vax, ma è difficile spiegare che non si tratta di controindicazioni al vaccino».

I veri no vax, dice poi Alberto Peratoner, presidente di Aaroi-Emac Fvg, «si trovano tra gli infermieri e gli operatori socio sanitari. Con me ne lavorano un paio, sono disposti a resistere fino a perdere lo stipendio. Ma la maggior parte dei perplessi prima o poi cederanno».

Del resto Asugi, sempre via circolare, non dimentica di ribadire che «la vaccinazione anti Covid si sta rivelando, nella pratica quotidiana, un importantissimo intervento di prevenzione della malattia, con riduzione della pressione sui sistemi sanitari, in special modo quello ospedalieri. Importante quindi che tutti si proteggano in maniera efficace, in special modo se esercenti una professione sanitaria». I motivi della resistenza? «Una comunicazione spesso inadeguata – dice Valtiero Fregonese, segretario Anaoo Assomed Fvg –. E così, davanti al vaccino, in tanti sono disorientati e parlano di una generica paura del futuro». —

 

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