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Olivi preda delle cimici: vertici transfrontalieri tra gli addetti ai lavori

Incontro in vista a San Dorligo della Valle per affrontare la crisi della produzione dopo il primo focus promosso oltreconfine

SAN DORLIGO Per alcuni addetti ai lavori il calo della produzione che si profila all’orizzonte potrebbe raggiungere il 90%. È drammatica la prospettiva per il territorio di San Dorligo - come pure di quelli del resto della provincia - in conseguenza dell’arrivo, anche da queste parti, della cimice asiatica, che si nutre principalmente di olive ma non solo: «Nel nostro Comune ci sono tanti produttori di olio, di agricoltori che si occupano di alberi da frutto, e tutti si sentono impotenti davanti a questa piaga che sta mettendo in difficoltà un intero settore economico». Lo assicura Antonio Ghersinich, assessore alle Attività produttive dell’amministrazione guidata dal sindaco Sandy Klun che governa San Dorligo, dove si sta organizzando un incontro transfrontaliero tra i produttori per affrontare la questione in un’ottica d’insieme, dopo un primo vertice promosso oltreconfine.

L’amministrazione, fin dalle prime avvisaglie del fenomeno che si stava generando, ha cercato soluzioni, creando l’occasione per una serie di confronti con i colleghi sloveni e istriani che vivono anch’essi della produzione di olio. «Abbiamo già partecipato, come componenti del gruppo che fa parte della “Denominazione di origine protetta Tergeste” – prosegue Ghersinich – a un incontro svoltosi in Slovenia, che ha visto presenti i rappresentanti dell’associazione degli olivicoltori dell’Istria slovena, da cui è purtroppo emerso che la realtà è comune, a cavallo del confine. Siamo arrivati alla conclusione che rimedi immediatamente efficaci non ce ne sono. Siamo portati a pensare – osserva l’assessore della giunta Klun – che, per qualche produttore del nostro territorio, quest’anno il risultato del lavoro svolto sarà pari a zero». Il 2021 in altre parole potrebbe ricordato come l’anno senza olive, e senza olio. E ad aggravare la prospettiva va anche ricordato che non esistono risarcimenti. «Attualmente – riprende Ghersinich – non siamo a conoscenza di normative che possano garantire ai produttori colpiti da questa grave situazione un ristoro di natura finanziaria. Magari in futuro qualcosa si muoverà ma in questo momento non esiste alcuna possibilità in tal senso». I produttori della zona di San Dorligo della Valle si sentono anche bersagliati dalla sorte.


«La cimice asiatica – riprende Ghersinich – sta colpendo a macchia di leopardo. Ci sono aree del nostro paese che finora non hanno avuto danni. Mi riferisco alle Marche, dove il problema non esiste». A catalogare il 2021 come annus horribilis c’è anche un altro aspetto: «C’è stato un lungo periodo di caldo nel momento decisivo della stagione e in tale situazione gli ulivi si difendono, cioè producono meno olive per risparmiare l’acqua per la propria sopravvivenza».—


 

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