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La sindrome di Down, i genitori tenaci, l’impegno negli studi: Giuseppe è dottore

TURRIACO Nell’abitazione di Turriaco, vicino ai mazzi di fiori e i confetti rossi, ci sono una copia della tesi e il diploma di laurea. Il sorriso di Giuseppe Fausto Virgolin e dei suoi genitori, Graziella Stacul e Antonio Virgolin, ancora non si spegne il giorno dopo la proclamazione della laurea triennale in Scienze dell’educazione e della formazione all’Università di Padova. Il traguardo non è banale per alcun studente e per Giuseppe, 28 anni, affetto dalla sindrome di Down, è stato superato al termine di un percorso segnato da difficoltà e dagli ultimi due anni in cui, a complicare il cammino, di studi e di vita, ci si è messa l’emergenza sanitaria.

La tesi su “Il messaggio semplice: l’accessibilità tra comunicazione e informazione” , relatrice la professoressa Silvia Mei, e i risultati conseguiti gli hanno consentito di ottenere la votazione di 95 su 110. «Giuseppe è il terzo giovane della regione affetto dalla sindrome di Down a essersi laureato, dopo Chiara Jacumin di Monfalcone, sempre a Padova, e Maria Chiara Coco di Gorizia a Udine», racconta la madre Graziella Stacul, fino a poco tempo fa docente alle superiori. Che tutti e tre i giovani laureati siano dell’Isontino non è un caso, perché alle spalle c’è l’impegno delle famiglie, le loro e di altri ragazzi, di docenti e persone sensibili che nel 2003 hanno fondato a Gorizia l’associazione Diritto di parola e sostenuto l’uso, come strumento per superare le difficoltà di espressione autonoma, della Cfa, la Comunicazione facilitata alfabetica.

È la tecnica che Giuseppe Fausto ha utilizzato nella sua vita scolastica, iniziata nella primaria di Turriaco, i cui docenti poterono formarsi in modo specifico grazie all’amministrazione comunale del tempo. «A Turriaco e poi alle medie di Fogliano abbiamo incontrato persone motivate e partecipi», sottolinea Graziella, non nascondendo invece le difficoltà incontrate dalla terza al liceo scientifico di Gorizia. Tali da costringere la famiglia prima a ritirare Giuseppe e poi a trasferirlo allo scientifico di Cervignano. «Dove poi la sfiducia nei confronti della Cfa da parte dell’Ufficio scolastico provinciale si è riproposta – prosegue la mamma –. Così l’anno è finito con un nuovo ritiro e la decisione di rivolgerci al centro Il grillo parlante di Thiene». Giuseppe recupera quindi due anni in uno e poi si diploma all’istituto tecnico socio-educativo di Castelfranco. La scelta di proseguire gli studi non era scontata, né obbligata, ma voluta sì. «Giuseppe desiderava fare Psicologia e così ci siamo rivolti a Padova, l’unica università dell’area che al tempo accettava la Cfa, mentre ora si è aggiunta Udine – così Graziella Stacul –. Poi è stato indirizzato a Scienze dell’educazione. Ora siamo qui e vedremo passo a passo, come abbiamo fatto finora, quale potrà essere il cammino di Giuseppe, di cui abbiamo sempre riconosciuto le potenzialità, senza disconoscerne le difficoltà». —


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