Contenuto riservato agli abbonati

Art Bonus, il Comune di Monfalcone chiama 600 imprese a sostegno di teatro, musei e mostre

Nella delibera di giunta l’elenco delle iniziative da supportare da parte dei privati in cambio di crediti d’imposta dell’85% 

MONFALCONE Anche all’ombra della Rocca il cittadino, oggi, può diventare mecenate della Monfalcone di domani. Assieme a imprese, grandi e micro, e fondazioni. Comprese quelle bancarie con sede legale o operativa sul territorio, ma solo per il 2021. Potere dell’art bonus. Uno strumento introdotto dal governo che consente un credito di imposta (65%, più il 20% di analogo dispositivo varato dalla Regione) a chi effettua un’erogazione liberale, contribuendo a progetti di promozione e organizzazione di attività culturali o valorizzazione del relativo patrimonio pubblico localizzati in Friuli Venezia Giulia. E il Comune di Monfalcone risulta inserito nell’elenco dei possibili destinatari del sostegno, nelle sue progettualità e proposte.

Per questo, con delibera giuntale, l’amministrazione Cisint ha individuato e approvato, censendoli, i «beni» finanziabili dai mecenati, siano aziende o persone fisiche; e definito le modalità operative dell’operazione art bonus in salsa monfalconese. Gli interventi che intende promuovere attraverso questa leva sono: il festival Geografie (80.000 euro); la mostra “Punto, linea e superficie. Alle fonti dell’astrattismo nelle collezioni di Ca’ Pesaro – Galleria internazionale d’arte moderna di Venezia” (150.000); la retrospettiva “Crali e il Futurismo. Avanguardia culturale” (80.000); la prossima stagione del Teatro comunale (150.000); la realizzazione di mosaici all’ingresso città, lungo via Colombo (40.000); il ripristino dell’entrata e i lavori di manutenzione straordinaria del palcoscenico di corso del Popolo (150.000); il museo archeologico al pianoterra del palazzo municipale (150.000); e infine la Galleria rifugio (250.000).


L’obiettivo dell’operazione, giorni fa illustrata a tutti i potenziali partner nella cornice della galleria d’arte contemporanea (il Comune ha spedito 600 mail di invito a imprese del territorio), è di «trovare nuove risorse per beni e attività culturali provenienti da un’azione congiunta tra privato e pubblica amministrazione», come si legge in delibera. Infatti, mettendoci del suo, la Regione incentiva in tal senso la collaborazione tra i diversi soggetti, tendendo all’ottimizzazione delle risorse economiche e organizzative. Una ratio perseguita dall’assessore alla Cultura Tiziana Gibelli: «Devo ringraziare la sensibilità del sindaco di Monfalcone, che è per ora il primo Comune ad aderire. Non mi sorprende, è l’unico amministratore che non viene a chiedermi fondi extra bandi e che negli iter presenta invece bei progetti, poi sempre finanziati appunto perché sottesi a buone iniziative». «Il passaggio della giunta – prosegue – lo trovo coerente perché so che questo Comune spesso dialoga con il privato nella realizzazione delle sue progettualità». Quanto all’art bonus regionale «siamo alla seconda edizione, dopo l’annus horribilis del 2020, dove siamo riusciti a mettere in campo mezzo milione di euro di fondi investiti dai privati nel sostegno alle nostre imprese culturali e creative». «E quest’anno – conclude Gibelli – siamo già al milione e mezzo, sicché complessivamente siamo oltre i 2 milioni di euro intercettati dai mecenate di questa Regione».

Altrettanto entusiasta l’assessore comunale alla Cultura Luca Fasan: «È una straordinaria opportunità che abbiamo esposto alla galleria alcuni giorni fa, spedendo 600 mail d’invito ad altrettante imprese del territorio». Una trentina quelle che si sono presentate all’appuntamento. Seguiranno «gli incontri one-to-one», come dice Fasan, cioè vis-à-vis, da concordare con la segreteria, a chi si dimostrerà incuriosito o interessato da questa prospettiva. Naturalmente, oltre alle detrazioni, i mecenati ricaveranno anche discreta pubblicità su affissioni e locandine delle iniziative supportate. A drizzare le antenne, fin qui, una catena di ristoranti fast food e supermercati, in attività a Monfalcone.

Ammessi al credito d’imposta regionale (il 20% da aggiungere al 65% nazionale, fino all’85%) sono sostanzialmente tre tipologie di intervento: la manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici; il sostegno a istituti e luoghi della cultura di appartenenza pubblica (musei, biblioteche e monumenti), a fondazioni lirico sinfoniche, teatri di tradizione e istituzioni concertistico-orchestrali, palchi nazionali e di rilevante interesse culturale, festival, imprese e centri di produzione teatrale e danza, circuiti di distribuzione; e infine la realizzazione di nuove strutture, il restauro e potenziamento di quelle esistenti. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Video del giorno

Trieste, fiamme sul tetto di un palazzo in viale d'Annunzio

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi