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Donna tratta in salvo a Turriaco: era bloccata in mezzo all’Isonzo

Dopo l’allerta per la scomparsa mobilitati 18 vigili del fuoco, due unità cinofile, i carabinieri e il supporto del Nucleo di topografia. Era su un cumulo di ghiaia

TURRIACO Hanno coinvolto 18 vigili del fuoco di Gorizia, Monfalcone e Trieste, due unità cinofile, una arrivata con il suo partner da Belluno, l’altra dalla città dei cantieri, ma anche i carabinieri di San Canzian d’Isonzo, il sindaco Enrico Bullian e il presidente del Turriaco 1922 Stefano Perco le operazioni di ricerca prima e di salvataggio poi di una turriachese. La donna, sulla cinquantina, era irreperibile da domenica sera e, a fronte del forte disagio emotivo espresso nei giorni precedenti, la sorella, non sentendola, aveva fatto partire l’allarme alle 18 di lunedì. La richiesta di aiuto è stata rivolta ai carabinieri di San Canzian d’Isonzo, competenti anche sul territorio di Turriaco e che, come da protocolli, 24 ore dopo, quindi alle 18 di martedì, hanno avviato le procedure previste dall’alerting system, coordinato dalla Prefettura e attivato nel caso di ricerca di persone scomparse. A Turriaco sono quindi arrivate cinque unità e due mezzi da Monfalcone e dal Comando provinciale di Gorizia l’ingegner Grazia Piombini, come direttore tecnico delle operazioni di soccorso, e un ulteriore mezzo.

Nel frattempo è partita una richiesta di supporto a livello regionale che ha portato sul posto anche il Nucleo di topografia applicata al soccorso da Trieste, un’unità cinofila da Monfalcone e una da Belluno. Il posto di comando avanzato delle attività di ricerca è stato insediato nel PalaMarson, messo subito a disposizione dall’amministrazione comunale e reso disponibile dal gestore dell’area sportiva. Nel frattempo sono state raccolte le segnalazioni sulla presenza della donna nel territorio, avvistata alle 7 di martedì a Cassegliano, mentre poi, verso le 18 della stessa giornata, il suo telefonino s’è agganciato a una cella nel territorio di Pieris. A restringere l’ambito, decisamente ampio delle ricerche, è arrivata provvidenziale l’indicazione di Matteo Caiffa, titolare del Kiosco Pojana nel Parco comunale dell’Isonzo a Turriaco, dopo che la sorella della donna aveva lanciato un appello su Facebook.


La turriachese era entrata nel fiume, bloccandosi su uno degli accumuli di ghiaia presenti nell’alveo. Le operazioni si sono tramutate in soccorso. La donna è stata tratta in salvo da due vigili del fuoco del distaccamento di Monfalcone, venendo poi assistita dal personale sanitario del servizio di emergenza giunto nel frattempo nel Parco dell’Isonzo, dov’erano stati chiamati la sorella e le persone che avevano avvistato la turriachese. La donna è stata trasportata dall’ambulanza nell’ospedale di Monfalcone per accertamenti. «La nostra Protezione civile era pure stata posta in preallarme – afferma il sindaco Enrico Bullian – e sarebbe stata coinvolta in mattinata, se non ci fosse stato un esito positivo. A quanti si sono impegnati per prestare aiuto va un grazie sentito».—

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