Contenuto riservato agli abbonati

Volo annullato in extremis: due giovani triestine bloccate a Malta

Le mamme: «L’abbiamo saputo quando eravamo già in viaggio per Roma. Siamo ferme in Toscana ad aspettare. E lì i ragazzi sono sempre meno seguiti»


TRIESTE Restano bloccate a Malta, e non si sa ancora per quanto, due delle tre studentesse triestine (una terza ha potuto fare rientro già l’altro giorno) che facevano parte della comitiva di ragazzi partiti per una vacanza studio e finiti in isolamento in albergo a causa di un focolaio Covid. Le due giovani concittadine, entrambe di 16 anni, sarebbero dovute rientrare lunedì con un volo speciale ma sono state trattenute. Al momento non si sa nulla su tempi e modalità del ritorno di chi si trova ancora a Malta, e i ragazzi rimasti sull’isola - a quanto si apprende dai loro racconti ai genitori - sono sempre più soli, specie dopo la partenza di diversi operatori che li avevano accompagnati.

Una situazione di stallo denunciata proprio dalle mamme delle due giovani, che ora si trovano in Toscana, ospiti in una casa di proprietà di una famiglia di Milano che, a sua volta, ha un figlio bloccato a Malta. Lunedì, infatti, mentre le due mamme erano in viaggio verso l’aeroporto di Roma, una mail le ha avvistae che l’aereo su cui dovevano viaggiare le loro figlie non sarebbe partito. «È stata una doccia fredda», racconta una delle due mamme: «Domenica ci era stato detto, con tanto di documento ufficiale inviato dalla sanità maltese e da noi controfirmato, che il giorno dopo sarebbero stati organizzati voli separati, prima con i casi negativi e poi con quelli positivi. All’indomani ci siamo subito messe in auto, ma dopo qualche ora abbiamo ricevuto un’ulteriore mail, che ci aggiornava sulla partenza rinviata».

Poi nulla più, nessuna nuova comunicazione. E, secondo i genitori, sull’isola una situazione confusionaria. «Prima del volo hanno fatto i tamponi solo a chi fino a quel momento era negativo – prosegue la donna – ma non a chi, come le nostre figlie, era risultato positivo in precedenza. L’ultimo test, per loro, risale all’8 luglio, magari nel frattempo si sono negativizzate, ma non lo sappiamo. Lo stop pare sia stato dettato dal fatto che sono emerse nuove positività e che sul posto si è innescato un braccio di ferro sulle decisioni da prendere in merito». I genitori sono preoccupati soprattutto per la mancanza di comunicazione e per il numero di accompagnatori già rientrati: «I pochi operatori rimasti sono in quarantena, molti sono stati rimpatriati perché negativi, i ragazzi sono soli e c’è un silenzio totale dal governo maltese e anche da altri fronti». Le due ragazzine triestine avevano manifestato lievi sintomi ma fortunatamente nessun serio malessere: «Mia figlia – spiega ancora la mamma – ha ancora gli strascichi del virus, un po’ di stanchezza soprattutto, ma sia lei che l’amica triestina non hanno mai avuto bisogno di un dottore, come invece capitato ad altri, anche se per sicurezza abbiamo fatto una videochiamata con il nostro medico di base».

Nel frattempo le due mamme aspettano in Toscana, «perché non sappiamo se arriverà un nuovo avviso per il volo, se dovranno restare in quarantena fino al 22 come ipotizzato giorni fa, se a quel punto faranno un tampone e soprattutto cosa succederà se malauguratamente fosse ancora positivo. Mia figlia – conclude la mamma triestina – è davvero sconfortata. E la cosa peggiore è che finora nessuno si è preso la briga di spiegarci cosa potrà accadere nei prossimi giorni».—


 

Video del giorno

Trieste, fiamme sul tetto di un palazzo in viale d'Annunzio

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi