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La pm Valentina Bossi lascia il Tribunale di Gorizia e il fascicolo su Pecol dei Lupi: trasferita a Ivrea

Dopo 12 anni nella Procura di via Sauro la coordinatrice dei reati in campo ambientale va a Ivrea

GORIZIA La lunga e complicata vicenda della discarica di Pecol dei Lupi si arricchisce di un nuovo, inaspettato, capitolo. Dopo il commissariamento richiesto in primavera dalla Procura di Gorizia; dopo l’insediamento del commissario straordinario Luigi Palumbo; dopo la richiesta (accordata) di sequestro preventivo dei conti correnti di Isambiente; dopo il successivo ricorso di Isambiente; dopo il dissequestro dei conti ordinato dal gip Flavia Mangiante; dopo la rinuncia del mandato da parte dello stesso commissario straordinario Palumbo; e dopo il respingimento delle stesse dimissioni da parte del giudice per le indagini preliminari; dopo tutto questo, ora arriva anche il trasferimento del magistrato titolare dell’inchiesta che aveva portato al sequestro della discarica di Borgnano.

Con venerdì il pm Valentina Bossi ha lasciato la Procura della Repubblica di Gorizia per insediarsi al Tribunale di Ivrea. Di fatto, con il suo trasferimento si è chiuso un ciclo iniziato dodici anni fa quando, dopo l’esperienza al Tribunale dei Minori di Trieste, nel 2009 era arrivata negli uffici di via Nazario Sauro. Come coordinatrice del gruppo per i reati ambientali nell’ex Provincia di Gorizia aveva aperto numerosi fascicoli (tra gli altri si possono ricordare i processi amianto e le indagini sugli escavi nel porto di Monfalcone e per il sito di A2A, oltre ai rifornimenti al Cie-Cara di Gradisca). A chi tra i suoi colleghi il procuratore capo Massimo Lia affiderà l’incartamento su Pecol dei Lupi ancora non è noto. Di certo chiunque sarà dovrà fare i conti con una vicenda che si trascina da anni e che presenta contorni difficili da fissare.

Da qualunque parte si osservi, la questione è ingarbugliata. Il sequestro dell’impianto ordinato nel dicembre 2019, e attuato dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico di Udine, era motivato dal fatto che a Isontina Ambiente veniva contestata la gestione del sito (per circa sei anni) senza la necessaria Autorizzazione integrata ambientale rilasciata dalla Regione. Un punto, quest’ultimo, che richiede un ulteriore passo indietro. Il problema risale agli anni in cui su Pecol dei Lupi pendeva la vicenda giudiziaria che aveva opposto l’ex Sir e la Regione per la proprietà di una piccola parte dell’area su cui insiste la discarica. Un duello legale che si era poi concluso, con il giudizio definitivo favorevole all’ente pubblico.

Ma per tutto il periodo in cui il procedimento era andato avanti tra Tar e Consiglio di Stato, la gestione della discarica aveva continuato ad essere in carico a Isontina Ambiente che provvedeva alla necessaria manutenzione. La legge, però, prevedeva per la gestione il rilascio da parte della Regione dell’Aia: documento, quest’ultimo, che da Trieste non poteva essere fornito proprio perché era in corso il procedimento legale. Da qui il dilemma a cui sono stati chiamati i vertici di Isambiente: lasciare tracimare il percolato dal Lotto 2 (rischiando il danno ambientale) o gestire l’impianto senza un’autorizzazione più volte richiesta (rischiando di venire indagati)?

C’è stato chi ha raccontato che quest’inverno mancassero pochi centimetri prima che il laghetto del Lotto 2 raggiungesse il piano di campagna e sversasse il percolato nei terreni circostanti alla discarica, ma anche chi, al contrario, ha spiegato che nel momento più critico mancassero ancora due metri prima che il livello del laghetto di Pecol dei Lupi arrivasse al limite massimo di pieno. Dove stia la verità lo sanno in pochi. Anche per questo, domenica, il commissario Palumbo ha invitato il sindaco di Cormons, Roberto Felcaro, a chiedere un incontro con i Comuni-soci di Isontina Ambiente. L’obiettivo è fare chiarezza tra le parti ed evitare i tanti (troppi) fraintendimenti di questi mesi (e anni). In fondo l’obiettivo di tutti è arrivare alla chiusura definitiva della discarica di Borgnano.

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