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Sulle strade isontine 160 edicole votive, domina la Madonna

Nel Goriziano e sul Carso al primo posto l’iconografia  è quella di Montesanto, mentre nel Monfalconese prevale quella della Salute

SAGRADO. Il progetto si chiama “Edicole votive nella pietà popolare dell’Isontino” ed è stato l’occasione, durante l’incontro sul tema “Testimonianze di fede fra Carso e Isonzo” di Paola Tomasella, per trattare il suo lavoro di schedatura delle ancone votive nel territorio dell’allora provincia di Gorizia, svolto per conto della Provincia nel 1992/93, con la collaborazione del fotografo Paolo Bonassi. Lo scopo del lavoro consisteva nel catalogare opere di varia tipologia, tra pitture o sculture inserite dentro nicchie sulle facciate delle case, capitelli ed edicole, accomunate dall’essere espressione di fede delle comunità locali, o della spiritualità di singoli fedeli devoti.  Partito quasi dal nulla, realizzato percorrendo pazientemente le strade del territorio, confortato da pochissime fonti documentarie, ma dalla partecipata collaborazione di persone del posto, di parrocchie e biblioteche, il lavoro aveva portato all’individuazione di oltre 160 opere, per ognuna delle quali era stata compilata una semplice scheda contenente dati tecnici, qualche notizia storica (quando possibile) e una foto.  Lo studio ha rivelato che il soggetto più venerato in assoluto è la Beata Vergine, rappresentata nelle forme più consuete: in piedi, in trono con Bambino, nelle forme dell’Immacolata, nei modelli appartenenti ai santuari locali e a quelli riferiti ai santuari internazionali più noti. A volte l’immagine è vicina all’iconografia ufficialmente riconosciuta, a volte è rielaborata in chiave personale dal l’esecutore. È frequente anche il Crocifisso, mentre altri santi, dipinti da soli o in gruppi più affollati, sono propri delle opere più antiche. Nella Destra Isonzo, nel Goriziano e sul Carso domina la Madonna di Montesanto nell’iconografia derivante dal quadro ufficiale del santuario, di solito dipinta pedissequamente o solo leggermente rielaborata.  Nel territorio di Monfalcone prevale invece la Madonna della Salute, glorificata soprattutto a conclusione della pestilenza del 1850-55 in tipologie e raffigurazioni anche molto diverse tra loro. Ci sono specificità locali, come ad esempio la Madonna dei Sette dolori a Gradisca, la Madonna del Soccorso a Cassegliano, le particolari composizioni di Grado e le originali strutture del Carso. La presentazione si è soffermata su alcuni casi particolari, significativi per capire la storia della provincia: i settecenteschi San Giovanni Nepomuceno, che proiettano in una dimensione europea; le cappellette lungo la via che i fedeli percorrevano per recarsi al santuario della Castagnevizza, percorso interrotto nel 1947 senza toccare però le opere sacre; la Madonna della Vittoria del 1919; i sorprendenti segreti celati da alcune statue nel territorio monfalconese, che parlano di origini ben più lontane di quanto l’aspetto attuale potrebbe indurre a pensare.

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