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In Friuli Venezia Giulia soltanto lo 0,8% dei vaccinati si è ammalato (e non è grave)

Nessuna delle 400 mila persone che hanno effettuato il ciclo di profilassi è stata ricoverata in Intensiva

TRIESTE Vaccinarsi archivia gli effetti più gravi del Covid, cancellando i ricoveri in Terapia intensiva e quasi annullando quelli in area medica, ma riduce notevolmente anche la possibilità di una semplice infezione. Lo dimostrano i numeri e i trend registrati in Italia e in Friuli Venezia Giulia da inizio anno a metà luglio.

Il dato nazionale certificato dall’Istituto superiore di sanità, nel dettaglio, prende a riferimento il periodo tra il 4 aprile e l’11 luglio abbracciando, pertanto, anche una porzione di casi legati alla variante Delta che si è diffusa nel nostro Paese a partire da maggio. Bene, il confronto tra coloro che sono stati vaccinati a ciclo completo e chi, invece, ha ricevuto una sola dose di vaccino oppure non è stato per nulla immunizzato, è impietoso. Chi è vaccinato, infatti, possiede una capacità media di resistere al contagio dell’88,5% che sale al 94,5% per quanto riguarda il pericolo di ospedalizzazione, al 97,3% per il rischio di ricovero in Terapia intensiva e al 95,8% contro la morte, con la fascia 12-39 anni, in quest’ultimo caso, in cui non si è registrato nemmeno un decesso.

Ancora più chiari, perchè divisi pure per casa farmaceutica, sono i numeri in possesso della Direzione Salute del Friuli Venezia Giulia e che fanno riferimento in regione al periodo compreso tra il 1º gennaio di quest’anno e il 14 luglio. Nel corso di questi mesi, infatti, in Friuli Venezia Giulia si sono registrati, complessivamente, 54 mila 403 nuovi casi di contagio. Allo stesso tempo, inoltre, sono state completate 401 mila 907 vaccinazioni, considerando quelle concluse da almeno 14 giorni. All’interno di questo paniere, quindi, i contagi positivi sono risultati essere appena 446, cioè lo 0,11%, pari allo 0,81% dei casi totali con il 99,19% di questi, pertanto, legati a chi non era coperto dalla profilassi oppure era fermo alla prima dose.

Sempre più interessante, andando oltre, è il dato relativo ai ricoveri in ospedale. Mentre per mesi il Friuli Venezia Giulia ha fatto fronte a una nuova ondata di contagi, con le parallele difficoltà per i nosocomi regionali, i vaccinati che necessitavano di ricovero sono stati davvero pochi. Basti pensare, discutendo di cifre, che i ricoverati con vaccinazione completata da almeno due settimane si sono fermati a 35 – cioè il 7,8% dei contagiati coperti dal farmaco e lo 0,008% dei vaccinati stessi –, mentre in Terapia intensiva non è entrato nemmeno un paziente.

Cifre che parlano da sole, dunque, e che possono essere ulteriormente dettagliate sia per fascia d’età dei contagi sia per azienda produttrice del farmaco tenendo, però, in considerazione una differenza fondamentale: Pfizer e Moderna richiedono un richiamo compreso tra 21 e 42 giorni, AstraZeneca a 12 settimane – e dunque la percentuale di completamente vaccinati è minore – mentre Johnson&Johnson è a dose unica. Detto questo, in sintesi, i numeri spiegano che in sei mesi e mezzo si sono registrati tre casi positivi di persone completamente immunizzate con AstraZeneca (su 46 mila 215 doppie inoculazioni), sei con Moderna (su 42 mila 872), 434 con Pfizer (ma sulla bellezza di 290 mila 524 cicli completi) e tre con Johnson&Johnson (su 22 mila 296). Attenzione, infine, anche all’età media dei contagiati già vaccinati che varia dai 56 di AstraZeneca ai 55 di Pfizer passando per i 71 di Moderna e i 65 di Johnson&Johnson. Come a dire che i giovani completamente vaccinati si contagiano raramente. «Dobbiamo continuare con la campagna vaccinale – ha commentato l’assessore alla Salute Riccardo Riccardi – e fare comprendere a chi non si è ancora deciso che questa è la strada maestra per uscire dall’emergenza riprendendoci, così, la nostra vita».

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