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Gorizia e Monfalcone, ospedali più tecnologici con 2,7 milioni

Dal robot chirurgico agli ecografi e mammografi. Per gli adeguamenti Covid spesi 168 mila euro

GORIZIA. È stato un anno anomalo, il 2020, anche per l’Azienda sanitaria universitaria giuliano-isontina. E non poteva che essere così. Oltre alle attività legate alla fusione con Trieste con la nascita della nuova Asugi e la scissione della cessata Aas2 (che ha comportato una riorganizzazione della struttura), a marzo 2020 è deflagrata la pandemia che ha comportato un rallentamento delle attività già programmate «in ordine agli interventi edili-impiantistici aziendali in conto capitale», si legge molto chiaramente nella Relazione sulla gestione del bilancio di esercizio 2020, appena affissa all’Albo pretorio.

Asugi si è attivata, sin da subito, per gestire le varie emergenze nei due presidi ospedalieri di Gorizia e Monfalcone. Sono stati attivati noleggi di bagni chimici e prefabbricati oltre a ripristinare il centro ex diurno di Gorizia e l’Oasi del Preval quali sedi Covid. Ma si sono dovuti realizzare, in regime d’urgenza, più interventi in conto capitale: dalla realizzazione di un locale isolato nella Terapia intensiva di Gorizia (63.112,28 euro) alla realizzazione di stanze simili nell’ambito del Pronto soccorso sempre di Gorizia (51.885,97 euro) e di quello di Monfalcone (42.542,23 euro); dalla fornitura e installazione di un sistema di alimentazione ossigeno d’emergenza all’ospedale di Gorizia (5.612 euro) ad un intervento analogo al San Polo di Monfalcone(altri 5.612 euro). Tali interventi hanno comportato una spesa complessiva pari a 168.764,48 euro.

Nonostante la situazione d’emergenza legata al Covid-19 sono stati, comunque, portati a termine interventi che hanno reso ancora più hi-tech i due nosocomi. Ecco i quattro lavori più importanti: lavori di adeguamento antincendio e ai criteri di accreditamento dei locali della Risonanza Magnetica dell’ospedale di Gorizia (spesi 74.737,42 euro); interventi di rinforzo strutturale per il sostegno della nuova risonanza magnetica e degli impianti della nuova Neuropsichiatria infantile di Monfalcone(195.881,25 euro); ampliamento di 2 posti-letto nella Terapia intensiva di Monfalcone (97.171,40 euro); lavori di adeguamento antincendio al Distretto sanitario di Gradisca (48.503,49 euro). Nel corso del 2020, nell’ambito dell’emergenza Covid, sono state, inoltre, acquistate sia per l’area isontina sia per quella giuliana oltre 600 apparecchiature quali ventilatori polmonari, sistemi di monitoraggio, sistemi ad alto flusso, umidificatori, ecografi, sistemi di infusione, portatili di radiografia e una Tac, oltre ad apparecchiature necessarie all’ampliamento della capacità diagnostica della Medicina di laboratorio, utilizzando sia il piano investimenti sia le donazioni.

Nello specifico degli ammodernamenti e delle sostituzioni di apparecchiature entra il direttore generale Antonio Poggiana in una lettera inviata al Comitato dei 970 in cui si rammenta che il controvalore è di 2,7 milioni complessivi. «Per il solo presidio ospedaliero di Gorizia - spiega il dg - l’elenco è composto da una diagnostica toraco-scheletrica del valore di 250 mila euro; un mammografo (200 mila euro); 3 o 4 tavoli operatori (altri 200 mila euro); una colonna broncoscopica (120 mila euro) e un robot chirurgico del valore di 2,3 milioni. È intendimento di questa direzione confermare il ruolo strategico degli ospedali di Gorizia e Monfalcone non solo nell’area isontina, ma a livello dell’intera Asugi, potenziando il collegamento fra ospedale e territorio, in attuazione della legge di riforma 22 del 2019».

Come ben evidenziato, l’investimento maggiore riguarda l’acquisizione del robot che porterà grandi benefici ai pazienti urologici. In particolare, consentirà di ridurre i tempi degli interventi e di avere una maggiore precisione, oltre a limitare i giorni di degenza e convalescenza. Ogni anno nel nosocomio cittadino si effettuano circa 800 interventi urologici: cento di questi potranno venir effettuati attraverso l’utilizzo del robot, ma il reparto di urologia diretto da Fabio Vianello, attirerà pazienti da tutto il territorio e dall’area transfrontaliera. Un robot simile è presente, ad esempio, a Lubiana (non a Nova Gorica) e a Padova dove Vianello ha imparato a utilizzarlo.

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