Contenuto riservato agli abbonati

In Fvg verso le elezioni amministrative il 10 e 11 ottobre

Un seggio triestino in occasione delle più recenti elezioni regionali, andate in scena due anni fa

La scelta della giunta. Roberti: «In attesa del Viminale quella è la data più probabile». A Trieste urne aperte e Barcolana

TRIESTE Le elezioni comunali si terranno domenica 10 e lunedì 11 ottobre, salvo sorprese. Il governo ancora non ha ufficializzato la data e, in attesa di notizie da Roma, la giunta Fedriga si muove per indicare il secondo weekend di ottobre per le comunali di Trieste, Pordenone e altri 36 municipi del Friuli Venezia Giulia. Nel capoluogo giuliano si voterà nel fine settimana della Barcolana. La data non è ancora scolpita nella pietra, ma per l’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti è «la più probabile».

La Regione può esprimersi autonomamente sulle giornate del voto in virtù della specialità, ma difficilmente si opporrebbe a una richiesta di spostamento da parte del ministero dell’Interno. Dalle parti di piazza Unità la convinzione è però che la data resterà questa e la scelta di muoversi va letta anche come la mano tesa a Matteo Salvini, che si oppone all’ipotesi di una chiamata alle urne a settembre, di cui si comincia a parlare considerando che l’andamento della pandemia potrebbe richiedere di anticipare i tempi per votare prima della crescita dei contagi.

Difficile infatti si possa contemplare un nuovo rinvio, dopo quello che ha fatto slittare le amministrative da maggio a dopo l’estate. E se dal Viminale ancora non arriva una presa di posizione definitiva, il presidente Massimiliano Fedriga decide di rompere gli indugi. La giunta voterà oggi una generalità per recepire la forbice scelta dal governo (compresa fra 15 settembre e 15 ottobre) e indicare al suo interno il weekend del 10-11 ottobre come quello preferibile.

«Votare a settembre significherebbe presentare le liste in agosto», dice Roberti, secondo cui «la data del 10-11 sembra la più naturale, a meno che da Roma non ci comunichino intenzioni diverse». Il weekend in questione è stato accreditato come il più probabile per settimane e solo negli ultimi giorni ha cominciato a essere messo in discussione davanti al rischio connesso alla variante Delta. L’assessore ritiene dal canto suo che «in assenza di notizie i Comuni vogliono potersi organizzare. Mi auguro che lo Stato dia una risposta fissando la data o si rischia di mettere in difficoltà le amministrazioni che devono gestire tutte le operazioni di voto».

Una generalità non è ancora una delibera, ma la strada è segnata, anche sulla base del confronto sotterraneo in atto fra ministero e governatori. La giunta deve fare inoltre i conti con questioni burocratiche: generalità e delibera non possono essere approvate nella stessa seduta e la delibera dovrà essere varata entro la prima metà di agosto, con in mezzo la manovra d’assestamento da discutere. La scelta è stata di procedere intanto con il primo atto amministrativo, non ancora vincolante in caso di imprevisto cambio di opzione della ministra Lamorgese.

Con voto il 10 e 11 ottobre, i ballottaggi per Trieste, Pordenone, Cordenons e San Vito al Tagliamento si terranno il 24-25 successivi. Nei comuni più piccoli si vota invece con turno unico. L’orario è fissato dalle 7 alle 23 di domenica e dalle 7 alle 15 di lunedì. Poi partirà lo spoglio delle schede. Come nel 2020, a causa della pandemia la Regione ha previsto facilitazioni sul numero di firme da raccogliere per presentare le liste.

L’appuntamento clou è sicuramente quello di Trieste, dove si sfidano Roberto Dipiazza e Francesco Russo. Importanti pure le realtà di piccole dimensioni, come Muggia, Grado, Palmanova e Latisana, per le quali non c’è il secondo turno di ballottaggio.

Video del giorno

La protesta di una signora no vax davanti a Letta

Granola fatta in casa

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi