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Ai piedi del Jôf di Montasio, un giro ad anello per godere lo spettacolo dei monti

Da Sella Nevea si sale all’altipiano, il più ampio della regione dedicato all’alpeggio dove è possibile acquistare i tipici formaggi direttamente nelle malghe che li producono

Cristina Favento
1 minuto di lettura

Il percorso ad anello che si sviluppa ai piedi del monte Jôf di Montasio è uno dei più accessibili e spettacolari in Friuli Venezia Giulia. Offre una visuale privilegiata sul sovrastante gigante alpino ma anche sulla vicina e altrettanto maestosa catena del Canin.

Da Sella Nevea si sale sino all’altipiano (a circa 1500 metri di altitudine), il più ampio in regione dedicato all’alpeggio, dove è possibile assaggiare e acquistare i formaggi Montasio Dop direttamente nelle malghe che li producono e stagionano.

Il cammino, percorribile in circa 3 ore e mezza, prevede circa 13 chilometri di sviluppo e non supera i 400 metri di dislivello. L’attacco del sentiero (CAI 625) è in prossimità della Caserma della Guardia di Finanza, a una quota di circa 1160 metri di altitudine. Si risale per un breve tratto la pista da sci e, dopo aver attraversato il bosco in parte su pista forestale e in parte su sentiero, si prosegue verso Casera Cregnedul di Sopra (1515 metri), balcone sopra la Val del Lago, Punta Plagnis e l’ampio vallone di Forca la Val.

Dalla casera, al bivio, s’imbocca in direzione Ovest la carrereccia panoramica e pianeggiante (CAI 624) che attraversa l’altopiano, prima in un breve tratto boscoso, poi all’interno dei pascoli, fino a raggiungere Casera Larice (1479 m), dove lo sguardospazia verso la Val Raccolana. Dopo altri 5 chilometri si arriva alla Casera Parte di Mezzo (1552 m), in posizione aperta e centrale, con visuale sulla cresta verso il Madeon del Buinz e il massiccio del Canin nella sua interezza.

Il sentiero termina all’incrocio con il Sentiero CAI 622, dove si piega a sinistra in direzione della Casera Pecol, la maggiore delle malghe del Montasio con attività di caseificazione e agrituristica. Si può optare anche per una deviazione verso il rifugio Giacomo Di Brazzà, che offre servizio di ristorazione, posti letto e organizza vari eventi estivi. Il rientro a Sella Nevea è tutto in discesa, a ritroso lungo la strada asfaltata che porta al parcheggio dei Piani del Montasio, sconsigliata però nei giorni di maggiore affollamento turistico e quindi traffico. In alternativa, si può tornare sui propri passi sino ai pascoli di malga Larice e, al bivio con sentiero 623, puntare verso la casera Barboz, tornando al punto di partenza prevalentemente lungo mulattiere. —


 

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