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In Fvg un primario su tre nominato ad interim e senza concorso: la protesta dei medici

Sono 64 su 212 i direttori di struttura indicati come “facente funzione”. I dottori chiedono cambio di rotta e nuovo Protocollo. Riccardi apre

TRIESTE Primari precari. In Friuli Venezia Giulia un direttore di struttura su tre è un facente funzione, ovvero ricopre l’incarico senza essere investito del ruolo attraverso un concorso. I sindacati dei medici chiedono alla Regione di mettere una pezza a un sistema che si trascina da tempo e vede i facenti funzione lavorare in proroga anche per anni, con ciò che ne deriva in termini di provvisorietà nella pianificazione del sistema della salute.

Sono 64 i direttori di struttura complessa ad interim sui 212 previsti dalla riforma Telesca dopo la firma del protocollo (scaduto da tempo) fra Regione e Università, sulla cui base è stato definito il numero di posizioni da ricoprire e la suddivisione fra primari ospedalieri e di provenienza accademica, nervo da sempre scoperto negli equilibri di potere della sanità.

Secondo i dati forniti dalla Direzione centrale Salute, l’Azienda sanitaria universitaria giuliano isontina conta 21 posizioni affidate a un facente funzione tra sanità ospedaliera e territoriale. L’Azienda udinese raggiunge 30 posizioni ad interim, di cui una parte nei piccoli ospedali di Cividale, Palmanova, Latisana, San Daniele, Gemona e Tolmezzo. Nella Destra Tagliamento i facenti funzione sono infine 13, tra Pordenone e San Vito al Tagliamento. Il totale fa 64: il 30% dei 212 primari di Struttura complessa del Fvg, dopo che la riforma della giunta Serracchiani ha previsto il taglio di 76 direzioni, aprendo una fase di rapporti tesi con i medici e rivalità fra ospedalieri e universitari per la cancellazione dei reparti “doppione” a Trieste e Udine.

I facenti funzione sono nominati pro tempore ed esercitano senza riconoscimento economico pieno: fanno insomma risparmiare, hanno meno peso nel confronto con le direzioni aziendali e permettono di rimandare concorsi lunghi e costosi. La giunta Fedriga non ha ancora siglato il suo protocollo, ma i medici pressano, perché è il primo passo per far ripartire i concorsi su vasta scala.

Nella lettera inviata al vicepresidente Riccardo Riccardi e ai direttori generali delle Aziende sanitarie dal presidente regionale dell’Associazione nazionale primari ospedalieri Antonio Miotti, si evidenzia «un gran numero di strutture affidate provvisoriamente, in molti casi per anni. Le conseguenze gestionali e organizzative minano i fondamenti del sistema sanitario», generando «precarietà e minore autorevolezza di un responsabile incaricato provvisoriamente. Incredibilmente molti di questi sono incaricati da almeno 7-8 anni».

L’Anpo mette poi in dubbio la regolarità delle procedure di reclutamento: «Non sempre l’incaricato ha certezza di essere confermato in un concorso: quante volte lo abbiamo visto superare dall’ultimo arrivato, appoggiato dal boiardo di turno, con direttori “misteriosamente” individuati e stabilizzati da un giorno all’altro. Si ponga immediatamente rimedio, espletando concorsi e stabilizzazioni». Miotti sottolinea che «fin dal suo insediamento sollecitiamo la giunta Fedriga a firmare il protocollo che definisca una volta per tutte gli incarichi».

Riccardi apre alle richieste: «Questa storia va avanti da troppi anni. L’organizzazione deve poggiare su basi e ruoli certi, altrimenti balla tutto. Ho detto ai direttori generali delle Aziende sanitarie che dobbiamo tendere a zero facenti funzione entro fine legislatura: la precarietà è debolezza ed è inaccettabile avere facenti funzione in carica da 7-8 anni. Già qualcosa stiamo facendo a livello di concorsi, ma la linea dei professionisti trova la mia totale condivisione». Al momento risultano 9 procedure aperte in Asugi, che conta così di stabilizzare entro l’anno tutte le Strutture complesse ospedaliere, rimandando il nodo delle territoriali dopo il varo dell’atto aziendale. In Asufc i concorsi in piedi sono 5 e in Asfo 2.

L’assessore alla Salute spera di «chiudere nel giro di qualche mese il protocollo con l’Università e gli atti aziendali che ne conseguono»: erano previsti fra i primi passi della riforma votata dal centrodestra nel 2019, ma la pandemia ha messo tutto in secondo piano.

Appoggio ai primari arriva dal sindacato dei medici Anaao Assomed. Per il segretario regionale Valtiero Fregonese, «la mancanza del direttore responsabile penalizza la funzionalità di una struttura operativa e impedisce le progressioni di carriera. In Italia si sono tagliate per risparmiare novemila strutture complesse negli ultimi anni e molte delle sopravvissute sono affidate a facenti funzione, che restano precari per anni. Una situazione strutturale, non certo un’emergenza, che va assolutamente risolta».

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