A Gorizia un tripudio tricolore, a Cormons il brivido delle formazioni ascoltate dalla voce di Pizzul

Telecronaca d’eccezione affidata al grande giornalista A Gorizia decine di parrucche fluo e volti dipinti di bianco, rosso e verde

CORMONS Alla parata di Donnarumma sul quinto rigore dell’Inghilterra la festa è esplosa a Gorizia come in tutto il resto d’Italia. Come nel 2006 l’epicentro della festa è diventato l’incrocio del teatro Verdi, con i caroselli di macchine che, questa volta, a causa della sperimentazione del senso unico, hanno percorso corso Italia in una sola direzione.

Euro 2020, a Cormons il brivido delle formazioni ascoltate dalla voce di Pizzul

È stato un tripudio di bandiere con il tricolore che ha potuto finalmente sventolare in cielo come tutti auspicavano. La generazione dei Millennials - troppo giovane per scendere in piazza dopo il successo di Cannavaro e compagni a Berlino - ieri sperava di avere la propria occasione per fare festa e urlare a squarcia gola quel “poo-popopo-po-pooo” sulle note del brano “Seven Nation Army” degli White Stripes e, alla fine, l’ha avuta. Le prove generali seguite alla semifinale con la Spagna hanno avuto lo sperato seguito. È stato un grande bagno di folla.

Euro 2020, Italia campione: a Gorizia la festa tricolore

Bandiere, parrucche, volti colorati: dall’Inno di Mameli all’epilogo finale per tutta la gara, dai tavolini dei bar del centro a quelli della periferia, il sostegno agli Azzurri non è mai venuto meno anche se il gol di Shaw al secondo minuto ha gelato gli animi. Ci ha pensato Bonucci però ha rimettere le cose in equilibrio e tra urla e canti, non sono mancati i petardi. Nei due corsi, Italia e Verdi, praticamente ogni locale ha registrato il tutto esaurito.

In via Nizza non si poteva passare già dalla fine del primo tempo, ma c’è stato un luogo unico dove l’amarcord è stato protagonista. Alla Cena in Rosa organizzata a Cormons, a tratti le immagini proiettate sul maxi-schermo sono state accompagnate dal commento live di Bruno Pizzul vestito con la maglia rosa del Giro d’Italia femminile.

La sua voce, con all’inizio la lettura delle formazioni delle due nazionali, ha fatto emozionare i meno giovani che hanno rivissuto le Notti Magiche di Italia ‘90 e le emozioni della cavalcata verso la sfortunata finale di Usa ‘94. A differenza di allora l’epilogo è stato però opposto. L’errore dal dischetto di Jorginho ha fatto pensare a quello di Baggio ma alla fine con la parata di Donnarumma, da Gorizia a Cormons passando da Gradisca, la festa è esplosa e in un momento in tutto l’Isontino».

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