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Morta a 29 anni sul Vallone, il conducente indagato per omicidio stradale

È indagato per omicidio stradale il giovane che era alla guida del veicolo schiantatosi contro un albero, lungo il Vallone, a Doberdò del Lago

GORIZIA È indagato per omicidio stradale Angelo Calligaro, il giovane che era alla guida del veicolo schiantatosi contro un albero, lungo il Vallone, a Doberdò del Lago, a causa del quale era deceduta la 29enne Jessica Alongi, residente a Ronchis di Faedis. La conferma viene dalla Procura di Gorizia, attraverso il procuratore capo Massimo Lia, che sul tragico incidente stradale ha aperto il relativo fascicolo.

La fuoriuscita stradale, consumatasi nella notte tra sabato e domenica scorsi, si era verificata lungo un tratto rettilineo della statale 55, nell’area tra la frazione di Jamiano e il lago di Doberdò. La ragazza, originaria di Cividale, che quindi si trovava sul lato passeggeri nella vettura, è deceduta sul colpo. Vano infatti era il tempestivo intervento dei sanitari del 118, inviati dalla Centrale Sores di Palmanova, i quali non hanno potuto fare altro che constatarne il decesso.

Il giovane, invece, era stato trasferito all’ospedale triestino di Cattinara, aveva riportato lesioni ma ritenute non tali da pregiudicarne la vita.

Si indaga a questo punto per l’ipotesi di omicidio stradale, nell’ambito degli accertamenti effettuati dai carabinieri del Nucleo operativo radiomobile della Compagnia di Monfalcone.

Oltre alla ricostruzione della dinamica dell’incidente stradale, sono stati disposti dalla Procura anche gli accertamenti in ordine alle analisi tossicologiche, al fine di verificare se il conducente quella notte durante la guida fosse o meno in stato di alterazione psico-fisica. Il terribile schianto si era verificato verso l’1.30 della notte, una fuoriuscita autonoma, escludendo possibili interferenze al percorso del veicolo. Spetterà a questo punto alla Procura di Gorizia accertare eventuali responsabilità da parte conducente. L’impatto contro l’albero che costeggia la statale 55 era stato piuttosto importante, sull’asfalto non erano visibili tracce di pneumatici, a indicare il tentativo di frenata del veicolo.

La morte della 29enne aveva destato una vasta eco, suscitando incredulità, sconcerto e profondo dolore tra gli amici e i conoscenti della giovane, ma anche nell’intera comunità di Faedis, dove peraltro la madre insegna alla scuola elementare. La ragazza, laureata all’Università degli Studi di Milano Bicocca, aveva un carriera ben avviata di fisioterapista.

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