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Bruxelles dà il via libera alla Croazia in Schengen: l’ingresso è più vicino

Il primo ministro croato Andrej Plenkovic accoglie la presidente della Commissione europea Urusla von der Leyen durante la sua visita a Zagabria dell'8 luglio 2021

Il Parlamento europeo vota l’ok, Plenković:«Entreremo entro la fine dell’anno» Dalla Commissione il sì al Piano di ripresa del Paese: progetti per 6,3 miliardi

ZAGABRIA Diventa eccellente il rating socio-politico che Bruxelles assegna alla Croazia con due importanti decisioni. La prima riguarda l’Europarlamento che ha approvato l’ingresso di Zagabria nell’Area Schengen pur con qualche raccomandazione relativa al comportamento nei confronti dei migranti; la seconda è che la Commissione Ue ha approvato il Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) presentato dalla Croazia nell’ambito del Ricovery Fund, un piano da 6,3 miliardi di euro.

La Croazia, secondo una risoluzione del Parlamento europeo adottata l’8 luglio, ha soddisfatto tutte le condizioni per aderire a Schengen, ma si esorta la Croazia stessa ad affrontare le carenze nella formazione del personale alla frontiera e «insistere su una valutazione approfondita del rispetto dei diritti fondamentali». Durante una visita in Croazia nel novembre 2020, si ricorda nel documento votato dal Parlamento europeo, la Commissione «ha ribadito che sono soddisfatte le condizioni necessarie per l'applicazione dell'acquis di Schengen». La risoluzione dell’Europarlamento è stata votata da 505 deputati, con 134 contrari e 54 astenuti. Tutti i parlamentari croati hanno votato a favore, ad eccezione di Ladislav Ilčić dei Conservatori e riformisti europei (Ecr) e dell'indipendente Mislav Kolakušić, che si sono opposti.


L’Europarlamento invita inoltre la Croazia ad «affrontare le carenze individuate, in particolare a «insistere su una valutazione approfondita del rispetto dei diritti fondamentali a seguito delle ripetute segnalazioni delle Ong e dei media su abusi, violenze e sgomberi forzati da parte delle guardie di frontiera». In tale contesto, il Parlamento europeo «si compiace dell'istituzione di un meccanismo indipendente per monitorare le azioni degli agenti di polizia nei confronti dei migranti illegali e dei richiedenti protezione internazionale».

La Croazia si aspetta che la sua adesione all'area Schengen possa avvenire già durante la presidenza slovena dell'Ue nella seconda metà di quest'anno, ha dichiarato il primo ministro croato Andrej Plenković. Un segnale in questa direzione molto concreto giunge proprio dalla Slovenia il cui ministro degli Interni Aleš Hojs in una riunione di ministri dell’Interno dei Ventisette a Brdo pri Kranju il prossimo 15 luglio presenterà una strategia per l’adesione della Croazia a Schengen anche in base ai risultati del recente summit dell’iniziativa Brdo-Brioni.

Nella risoluzione dell’Europarlamento, senza mai fare nomi di Stati, c’è una chiara preoccupazione per quanto sta avvenendo sulla cosiddetta rotta balcanica in tema di migranti. In essa si scrive infatti che continuano a essere segnalate «accuse di violenza contro i migranti, compresi coloro che cercano protezione internazionale, e di allontanamenti forzati alle frontiere esterne dell'Ue». Il Parlamento europeo, si precisa, è «profondamente preoccupato per le continue e gravi segnalazioni di violenze e allontanamenti forzati alle frontiere esterne, anche da uno Stato membro all'altro e poi verso un Paese terzo» e sottolinea che i Paesi sono «obbligati a impedire l'attraversamento non autorizzato delle frontiere», ma che ciò non deve compromettere i diritti delle persone che desiderano richiedere asilo.

Tornando al Pnrr la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha spiegato che «con 6,3 miliardi di euro, la Croazia sarà il maggior beneficiario dello strumento per il recupero e la resilienza rispetto alle dimensioni della sua economia. Il piano di ripresa della Croazia sosterrà misure cruciali che contribuiranno a costruire un futuro più verde e più digitale per tutti i cittadini croati». —

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