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Monfalcone, a sinistra decolla l’ipotesi primarie per sciogliere il rebus candidature

Katia Bonaventura


MONFALCONE Le primarie a sinistra per la designazione del candidato sindaco non sono più un tabù. Anzi diventano, di giorno in giorno, un’opzione concreta: a tirarle in ballo, non come una remota, impraticabile eventualità, sono gli stessi referenti delle plurime anime all’opposizione, extra e intra moenia del Consiglio comunale. Questo perché se è vero che il Partito democratico ha indicato come anti Cisint Riccardo Cattarini, scelta naturale dopo il disimpegno del noto penalista annunciata su queste colonne un mese fa, in un’intervista dove venivano espresse, tra le altre cose, amarezza per l’assenza di unità e un’analisi dei fatti post debacle 2016, è altrettanto incontrovertibile che gli aspiranti in pista sono e restano (per ora) due. E siccome è logico che il centrosinistra esprima invece un’unica e ampia coalizione per espugnare piazza della Repubblica 8 si deve per forza arrivare a una sintesi. Infatti, posizione e disponibilità del civico Davide Strukelj a correre per la poltrona più ambita del municipio restano «inalterate». Pure dopo la mossa del Pd.

Il passo successivo verrà la settimana a venire. Quando il comitato ristretto del centrosinistra, con la regia di Alessandro Saullo, si riunirà per discutere il da farsi. Sul futuro nessuno si esprime, per il semplice fatto che le assemblee interne a ogni schieramento e movimento, compresa l’area civica, si stanno susseguendo, come i confronti. Le “diplomazie” sono già in atto. Chiaramente ogni referente ha la sua personale propensione verso l’uno o l’altro papabile. A sinistra del Pd la carta Strukelj viene sempre ritenuta un asso spendibile per rovesciare la rocca di Anna Cisint e strapparle lo scettro. Ma il Pd è anche l’area con più rappresentanti in aula e – i numeri in politica sono sempre ineludibili – maggior consenso alle ultime elezioni. Alla prefigurata sintesi, oltretutto, si deve arrivare «insieme per cementare le basi della futura coalizione», come rileva Saullo (La Sinistra). Quindi o tutti si schierano da una parte, ed è comunque uno scenario possibile, o altrimenti va individuato «un metodo per far partecipare i cittadini alla scelta».

Per questo è Saullo stesso a prospettare primarie. Oppure, altra strada – un’ipotesi esattamente sullo stesso piano della consultazione diretta – la convocazione di «un’assemblea per decidere il candidato, assieme a tutti i militanti del centrosinistra e semplici cittadini che si riconoscono in questo polo», antitetico al governo della Lega & co. Chi tiene le fila del comitato ristretto, infatti, non crede che la scelta su chi incarnerà infine l’anti Cisint debba passare esclusivamente attraverso la cerchia ristretta. «Non lo possiamo decidere io e pochi altri, una decina di persone», dice Saullo.

D’altro canto per arrivare a primarie ci deve essere il consenso di Cattarini e Strukelj. E solo uno dei due si è espresso favorevolmente, però come extrema ratio: il civico. Quanto a Cattarini, difficile immaginare che una figura con il suo profilo, politico e professionale, aderisca alla disfida delle primarie, preconizzate dall’allora rottamatore di Rignano, Matteo Renzi, come il migliore dei sistemi possibili. Insomma, un puzzle ancora da comporre. Ma nel disegno delle primarie potrebbe esserci anche un pizzico di strategia: una data utile, secondo Saullo, si potrebbe porre in coincidenza con il voto amministrativo di autunno. La discussione sui seggi in altri Comuni fungerebbe così da collettore di preferenze anche per i locali sostenitori dei due competitor. «A quel punto – rileva sempre Saullo – potrebbe manifestarsi perfino qualche altro candidato dell’area a sinistra del Pd». La data spartiacque, sufficientemente in là, consentirebbe inoltre di aprire la possibilità agli aspiranti candidati, che fin qui non l’hanno avuta, secondo il regista del comitato ristretto, di entrare nel merito dei temi. E di maturare una posizione definita su punti cruciali e potenzialmente divisivi in città come la centrale: «Il futuro candidato dovrà sostenere la linea dell’intera coalizione, non di un singolo movimento o partito», sottolinea, forse non a caso, ancora Saullo.

«Il Pd – commenta intanto Omar Greco di Art 1 – ha espresso ufficialmente Cattarini e a questo punto ritengo vi sia la necessità di vederci e capire se andare a una sintesi e se le altre disponibilità risultano sempre in campo. Ci si mette a una tavolo e si ragiona. Le primarie? Se c’è la disponibilità a farle da parte dei diretti interessati è una modalità percorribile: altre non ne vedo». Art 1 non ha espresso formalmente una preferenza (auspica solo «una lista unitaria a sinistra del Pd, ma diversamente è disposto a raccogliere in una civica i vari simpatizzanti»), mentre Greco è da un biennio sostenitore di una candidatura civica slegata da precedenti esperienze amministrative e dai partiti per «catalizzare il più ampio consenso». Dunque supporta Strukelj: «Senza nulla togliere a Cattarini, dal mio punto di vista è il candidato ideale. Non ha il cappello di nessuno, è capace e ha l’età giusta per fare il sindaco: può portare innovazione anche nel centrosinistra e catturare chi nel 2016 ha votato Cisint e ha cambiato idea, ma non si rispecchia nei partiti a sinistra». L’area cattolica, per dire. Una platea cui destra e sinistra inizia a guardare con crescente interesse. —

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