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Turismo, ok Istria e Dalmazia raggiunti 2 milioni di presenze

Traguardo registrato con 10 giorni di anticipo rispetto allo scorso anno

POLA. Il turismo in Croazia in questo primo scorcio di stagione sta correndo. Lo confermano i due milioni di turisti arrivati da inizio anno, traguardo che è stato registrato con dieci giorni di anticipo rispetto al 2020. E come indicato dal sistema informatico eVisitor, al momento le presenze sono oltre 410.000, pari a 170.000 in più rispetto a una settimana fa. L'Istria rimane la meta preferita con 125.000 presenze, seguita dal Quarnero (87.000). Quanto alla provenienza, in testa ci sono gli sloveni seguiti da tedeschi, austriaci, cèchi e polacchi. Fra le località più affollate in vetta si pone Rovigno, seguita da Puntadura, Umago, Medolino e Lussinpiccolo.

La ripresa del comparto - per la quale la Croazia si è mossa fin dai mesi scorsi con una serie di campagne promozionali tese a sottolineare gli standard di sicurezza - è segnalata anche da un maggiore flusso di arrivi di lavoratori extra-comunitari, soprattutto stagionali, anche perché il Paese è uno dei pochi in Europa che ha completamente abolito le quote per i premessi di lavoro. Finora sono stati emessi quasi 33 mila permessi, la maggior parte, circa 15 mila, nel settore dell'edilizia e 7 mila nel turismo: numeri quasi pari a quelli dei permessi accordati nel 2019. I numeri sono in progressivo aumento anche negli aeroporti croati.

La situazione epidemiologica in Croazia è migliorata notevolmente nelle ultime settimane, anche se preoccupa il calo dell'interesse per la vaccinazione. Finora ha ricevuto le due dosi il 17% della popolazione, mentre con almeno una dose è stato vaccinato il 34%, molto al di sotto delle aspettative del governo.

La curva dei contagi comunque è scesa notevolmente anche nella Regione zaratina, dove fino a qualche giorno fa se ne contavano 40–45 al giorno, circa la metà di quelli a livello nazionale. Ora siamo a quota 2 sui 14 complessivi della Croazia. In Istria si è a quota zero.

Lo scenario dunque pare confortante, anche se le autorità sanitarie invitano alla prudenza. Il comandante della Protezione civile istriana Dino Kozlevac ha sottolineato come «oltre la metà degli istriani non ha ricevuto nemmeno la prima dose». Mentre proprio ieri in Croazia sono stati registrati i primi casi della variante Delta, finora 26 in totale, in particolare sulla costa. La gran parte dei contagi, ha reso noto il Centro epidemiologico nazionale, sono stati individuati nella regione di Sebenico, nella Dalmazia centrale.v.cu.

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