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Il dibattito sulla centrale A2A, Cisint ai sindaci: «Uniamoci per un futuro alternativo»

Porto, nautica, crocieristica, ricerca e formazione le chances di sviluppo e lavoro

MONFALCONE. «Dobbiamo essere uniti per i nostri cittadini, il lavoro, la salute ed il territorio. Dobbiamo avere una visione alta, all’insegna della sostenibilità e di uno sviluppo che, come stiamo dimostrando, a Monfalcone è ben altro. La politica non c’entra». Anna Maria Cisint pone in questi termini la partita sul futuro rispetto al progetto di riconversione della centrale termoelettrica nell’impianto a gas. Lo fa all’indomani delle posizioni espresse dai sindaci di dieci Comuni. E lo vuole ricordare: «Il nostro territorio, attraverso le osservazioni presentate, ha fornito contributi importanti, approfonditi e puntuali per sostenere la contrarietà alla realizzazione del nuovo impianto. Come i sindaci di Duino Aurisina, Fiumicello Villa Vicentina, Ronchi dei Legionari, che ringrazio per l’impegno messo in campo». La politica dunque non c’entra, «anche perché mi chiedo quale sia la posizione del Pd, che a Monfalcone non vuole la centrale a turbogas, mentre a Staranzano è favorevole, così come lo è il partito in Regione...», chiosa Cisint. Intanto s’è aperto il tavolo tra Regione, Comune di Monfalcone e A2A. Il sindaco osserva: «Ho scritto alla Regione e all’Azienda chiedendo che venga avviato un accordo di programma, come previsto dalla delibera di giunta regionale. A breve ci sarà il terzo incontro del tavolo». Elenca le sue istanze: «Ho proposto la chiusura della centrale a carbone già entro quest’anno, al 31 dicembre. Quindi, subito, le opere di dismissione degli impianti e relativa bonifica. Siamo certamente consapevoli che l’area è di A2A, che c’è un diritto soggettivo, ma riteniamo che l’azienda debba dimostrare buona volontà, l’impegno è quello della responsabilità sociale d’impresa. Darebbe la dimensione dell’interesse nei confronti del territorio. Poi valutiamo l’intero percorso».

Cisint evidenzia le questioni basilari, lavoro e salute: «Come bene ha osservato il sindaco di Aquileia, Zorino, a proposito di potenzialità e spazi diversi da considerare, bisogna porsi la domanda di cosa vuole il territorio per il futuro, se perseguire la nostra idea di sviluppo della nautica, del porto, della crocieristica, assieme alla navalmeccanica, o accogliere l’investimento di 400-500 milioni di A2A. Rispondo che il vantaggio dell’azienda è rappresentato dal capacity market che renderebbe ben 900 milioni di euro. Anche se fossero un centinaio di occupati, non sono i 4 mila posti di lavoro stimati rispetto alle nostre prospettive di sviluppo. Ci sono opportunità che non vanno sprecate. Stiamo lavorando per portare il 10% del traffico crocieristico di Venezia, attrezzandoci con i pacchetti turistici. Pensiamo a strutture adeguate per i crocieristi in arrivo, attraverso l’utilizzo di parte della banchina della centrale. All’Autorità di sistema portuale ho chiesto di assumerne la concessione. Assieme allo sviluppo portuale e della nautica, l’occupazione non potrà che avere un’alta espansione. In questa visione propongo anche la realizzazione di un’Accademy per la formazione specializzata». Parla di sostenibilità facendo riferimento all’utilizzo dei pannelli solari da parte delle aziende, all’elettrificazione del porto con i gruppi di continuità. E la ricerca in ordine all’idrogeno, quale «centro di eccellenza». Non da meno la priorità della salute, ricordando lo studio commissionato circa gli eccessi di mortalità legati a specifiche patologie. «Salute e lavoro devono andare di pari passo. Vogliamo guardare oltre», conclude.

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