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Volantini diffamatori e minacce ai tutori della ex: condannato

Quattro anni all’uomo che aveva avviato una campagna contro gli amministratori di sostegno e l’Azienda sanitaria

TRIESTE Quattro anni di reclusione. È la condanna in primo grado – giudice Francesco Antoni – inflitta all’architetto Giancarlo Aldighieri, difeso dall’avvocato Fabio Zuliani, per aver perseguitato con una pesante campagna diffamatoria i due amministratori di sostegno della ex fidanzata, la sorella della donna, ma pure alcuni dipendenti e i vertici dell’Azienda sanitaria.

L’uomo, oggi sessantenne, è di Verona, ma è a Trieste che nel 2015 mise in atto la grave condotta che lo ha trascinato alla recente condanna, che prevede anche un risarcimento per le parti civili che ammonta, in totale, a 85 mila euro. Per capire le origini della vicenda serve ritornare al 2013, quando l’ex fidanzata di Aldighieri, una donna triestina, rimase coinvolta in un grave incidente sull’A4 nei pressi del casello di Mestre. La donna subì un danno cerebrale e si trovò immobilizzata a letto. Oggi le sue condizioni sono migliorate.

La situazione della donna era stata presa in carico dal giudice tutelare Anna Fanelli che aveva nominato come amministratori di sostegno due professionisti triestini: l’avvocato Matteo Morgia e lo psicologo Alessio Pellegrini, difesi in questo procedimento dall’avvocato Luca Maria Ferrucci. Da quel momento era scattato qualcosa in Aldighieri, che mettendo in discussione la gestione della riabilitazione, aveva avviato una vera e propria campagna diffamatoria, senza esclusione di colpi. Realizzava dei volantini che affiggeva in città, e che ritraevano il volto della donna e il suo nome con in calce la scritta: «libera di curarsi al meglio. Basta segregazione», e poco dopo altri manifestini in città, qualcuno con il volto di Morgia. Contemporaneamente, sui social erano stati aperti un profilo Facebook “Amici di ...” e poi una community in cui venivano pubblicati i medesimi contenuti dei volantini e diversi post dal contenuto diffamatorio nei confronti di Morgia e Pellegrini. L’uomo aveva minacciato anche personalmente i due professionisti. Insomma, una situazione insostenibile, un incubo per gli amministratori di sostegno che, come scritto dal pm Maddalena Chergia, aveva determinato «un perdurante stato di ansia e paura tale da ingenerare un fondato timore per la propria incolumità» e da «costringerli a cambiare decisamente le loro abitudini di vita».

Il risarcimento è stato disposto, oltre che per Morgia e Pellegrini, anche a favore della sorella della triestina ferita nell’incidente, e di un’altra donna, difese dall’avvocato Guido Fabbretti, nonché dell’Azienda sanitaria, con l’allora legale rappresentante Nicola Delli Quadri e difesa dall’avvocato Ferrucci.

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