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L’oltraggio di Vrulja, la magica baia rovinata dall’edilizia abusiva

La denuncia degli ambientalisti ha bloccato l’iniziativa del costruttore croato Stipe Latkovic che voleva aprire un resort super esclusivo

ZAGABRIA Una baia, quella di Vruja, a metà strada tra Omiš e Makarska, dove il tempo si è fermato. Se lì vi imbattereste in un antico romano che legge il De rerum natura di Tito Lucrezio Caro ascoltando il mare la cosa non vi stupirebbe, lo salutereste con un amichevole “ave” e proseguireste per la vostra strada magari in cerca di una ospitale taberna. Lì, di fronte a Vrulja, è inabissata Pelegrin, una mitica città perduta, una sorta di Atlantide dove si trovano antichi manufatti di greci, romani e slavi che testimoniano la magia di questa località attraverso i millenni. Lì i fondali hanno incantato il più grande esploratore del mare e dei suoi segreti, Jacques Cousteau. È un sito di scogliere marine protette con sorgenti d'acqua dolce e l'unico luogo dove il vento del sud, lo scirocco e la bora possono soffiare contemporaneamente.

Ed è proprio in questo posto magico che si manifesta la più grande vergogna croata in termini di abusivismo edilizio e di connivenza con i più alti organi dello Stato. Storia che si può riassumere così. Agrokor di Ivica Todorić, il colosso agroalimentare croato fallito tragicamente qualche anno fa, voleva acquistare la baia dallo Stato croato. Poi l’uomo d’affari Stipe Latković acquista tale diritto da Agrokor con la clausola che se la cosa non fosse andata in porto avrebbe riavuto i suoi soldi. Dopo 15 anni di cause con lo Stato Agrokor viene sconfitta e la baia rimane allo Stato. Latkovic non ha indietro i suoi soldi perché intanto Agrokor fallisce. Ma non fa niente, Latković si sente padrone lecito della baia tanto, come scrive Jutarnji List è «padrino di Stipe Mesić (ex presidente croato), amico di Ivo Josipović (ex presidente croato), socio in affari di Zoran Milanović (ex premier e attuale presidente croato) che prima di diventare presidente si occupava di consulenza. Latković ha aiutato finanziariamente la campagna di Milanović, ha assunto suo figlio alla sua Tv Jadran, è il proprietario del marchio di calzature mediche Dr. Luigi ed è un costruttore in tutta la Dalmazia».

Ci sono ricorsi, contro ricorsi ma intanto Latković costruisce un villaggio di case di pietra che battezza "Boutique Hotel Vruja - una città dell'acqua e del vento". Se non ci fosse stata la reazione di cittadini e ambientalisti, Vruja sarebbe ancora oggi pubblicizzata come un alloggio esclusivo per un massimo di 20 persone con un pernottamento di 1.400 euro a notte con uso del bagno privato dell'imperatore Diocleziano, della vasca idromassaggio con l'acqua di mare della regina Teuta, che si crede sia l'elisir di lunga vita. In tutto quattro suite - una presidenziale e tre camere di design e deluxe - una piscina, un allevamento ittico, un parco a tema con antichi manufatti e pace garantita. La battaglia prosegue e il 4 luglio a Vruja ci sarà il Festival dell’abusivismo organizzato dagli ambientalisti con tanto di professionisti che spiegheranno come si può costruire abusivamente in Croazia.

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