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Il caso Cormons: un’anima divisa in due per la partita Italia-Austria

La partita di sabato nei racconti di Pizzul: «Mio padre faceva il tifo per la Nazionale di Vienna». Tanti i residenti austriaci

LA STORIA Statua dell’imperatore asburgico Massimiliano nella piazza centrale del paese, bandiera cittadina con gli stessi colori biancorossi di quella austriaca, un passato tra dominazione imperiale prima e Monarchia e Repubblica tricolori poi. E il residente più famoso come voce della Nazionale per eccellenza, Bruno Pizzul, nonostante un papà legato all’Austria-Ungheria in cui era nato.

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Sono i principali motivi per cui l’ottavo di finale degli Europei tra Italia e Austria, in programma sabato, non potrà essere una partita come le altre per Cormons, simbolo dell’anima mitteleuropea di queste terre. Parliamo di una comunità nella quale gli austriaci non sono più solo turisti ma ormai anche abitanti, e in cui una delle principali associazioni della città si chiama “Società Cormonese Austria”: la storia qui parla chiaro, e racconta come fino alla Grande Guerra tutto ciò che provenisse da oltre lo Judrio fosse bollato come “taliàn”, ossia regnicolo. E per decenni, anche quando questa porzione di Europa divenne Italia, l’attaccamento al cordone ombelicale di mamma-Vienna da molti non venne mai davvero tagliato. Tra questi anche il papà di Bruno Pizzul, un nome che non ha bisogno di presentazioni in nessun angolo dello Stivale: «Ormai pian piano questa mentalità si sta stemperando sempre più, ma una volta molti dei nostri anziani si schieravano con l’Austria quando si trattava di rivalità tra Nazionali – sottolinea l’ex telecronista – tra le due guerre, poi, i biancorossi erano una squadra molto forte: ricordo come mio papà parlasse spesso di “Cartavelina” Sindelar, che negli anni Trenta era uno dei più forti giocatori al mondo. Tanti qui festeggiarono quando nel dopoguerra, nel giorno del debutto in maglia azzurra del compianto Gianpiero Boniperti, l’Austria battè l’Italia 5-1».

Non mancano gli aneddoti: «Quando feci una telecronaca di uno spareggio per gli Europei a Salisburgo, telefonai a casa e dissi a mio papà che mi trovavo là perché giocavano Austria e Ungheria. La sua risposta fu: contro chi? E aggiunse ridendo: è la partita perfetta, più in alto di così non potrai andare». Uno dei più famosi Italia-Austria vide Pizzul al microfono: «Fu l’esordio di Italia ’90: in quella sera nacquero le notti magiche grazie al gol decisivo di Totò Schillaci».

La Società Cormonese Austria come detto è un po’ l’emblema delle radici storiche legate a Vienna di questa città: «Ma sabato tiferemo Italia – chiarisce il presidente Giovanni Battista Panzera – perché è questa la nostra Nazione adesso. Anche se una parte di Cormons che sosterrà l’Austria ci sarà sicuramente, anche perché qui ormai vivono diverse persone provenienti da oltre le Alpi». Oggi l’associazione, rinata nel 2008, si prefigge l’obiettivo di tenere viva la memoria storica, visto che Cormons fu asburgica per 421 anni: «La Società Cormonese Austria nacque nel 1898, quando qui c’era ancora l’Impero. C’era grande fermento culturale, e non mancavano le realtà di riferimento per chi si sentiva italiano, come il Touring Club – spiega Panzera – all’epoca la Società Cormonese Austria organizzava eventi e feste: quando scoppiò la Grande Guerra esserne un iscritto comportò diversi problemi. Per chi tiferebbero oggi gli iscritti di allora? Per l’Austria, era la loro patria che difesero anche in guerra». No, Italia-Austria non può essere una partita qualunque...

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