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Discoteche riaperte per il 10 luglio. Stop alle mascherine all’aperto dal 28 giugno, Speranza firma

Costa: i locali riapriranno col criterio del green pass. Allarme in Campania e Friuli Venezia Giulia per la variante Delta

TRIESTE Mentre i contagi restano sotto quota mille (ieri 835) e il tasso di positività è stabile allo 0,4% a rannuvolare un po’ l’estate ci pensano i focolai di variante Delta, che emanano scintille qua e la lungo lo Stivale. Ma il ritorno alla normalità sembra oramai vicino anche per il popolo della notte, che il 10 luglio potrebbe tornare a scatenarsi in discoteca, così come in balere e sale da ballo, regno dei diversamente giovani. Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che da giorni tratta con i gestori dei locali, ieri si è visto con il titolare del ministero, Roberto Speranza, e al termine del faccia a faccia ha annunciato che «entro i primi dieci giorni di luglio le discoteche potranno riapre con il criterio del green pass».

Quindi per tornare a ballare o si è fatta almeno una dose di vaccino o si è guariti dal Covid negli ultimi sei mesi, oppure si fa un tampone. L’ultima parola spetterà agli esperti del Cts, che però un’idea se la sono già fatta. Va bene consentire l’ingresso a chi è munito di green pass, ma gli scienziati per ora vorrebbero limitarsi a dare il via libera soltanto ai locali all’aperto. Anche se il pressing delle forze politiche sale, con il ministro del Turismo Garavaglia che sollecita la riapertura «rispettando i protocolli», mentre il presidente del sindacato dei gestori Silb, Maurizio Prasca, chiede di non andare oltre il 4 luglio e invita il Viminale a vigilare sugli abusivi, che avrebbero già aperto le danze senza rispettare alcun protocollo di sicurezza.

Il ritorno alla normalità passa anche attraverso la firma dell’ordinanza con cui Speranza ufficializza lo stop all’obbligo di mascherine all’aperto dal 28 giugno. A minacciare però la ripartenza sono le varianti con le quali tocca fare ancora i conti. La Delta in particolare, più contagiosa del 60% della già più trasmissibile inglese e che ancora non si è capito in che misura riesca a bucare i vaccini. Proprio ieri è partita la rilevazione flash a campione dell’Iss, anche se i dati si conosceranno tra qualche giorno. Intanto però dai laboratori di analisi che fanno il sequenziamento del virus arrivano segnali poco confortanti.

ALESSANDRO DI MEO

In Campania su 321 campioni analizzati 170 erano con il marchio della variante inglese ma ben 82 della Delta, in pratica un caso su quattro. Idem in Friuli Venezia Giulia, dove su 96 campioni analizzati 25 sono risultati della ex variante indiana. E un focolaio della Delta si è scoperto anche tra i lavoratori della logistica e i loro contatti stretti tra le provincie di Piacenza, Cremona e Lodi, dove sono 25 i casi sequenziati ed isolati.

A proposito di isolamento nel governo inizia nel frattempo a farsi largo l’idea, supportata da parte degli esperti, di abrogare la quarantena per i vaccinati che dovessero contrarre il virus senza accusare sintomi. Questo perché la loro capacità infettiva sarebbe più o meno pari a zero. Ma è su quel margine pur minimo di incertezza che si gioca ancora la decisione finale, che dovrà prima di tutti essere assunta dal Cts.

Novità potrebbero arrivare anche sui tempi di guarigione dal Covid che danno diritto al green pass. Oggi è considerato immune al pari di un vaccinato chi è guarito da non più di sei mesi. Ma quell’arco temporale potrebbe essere portato a dieci. Con l’effetto non secondario di dare una mano anche alla campagna vaccinale, visto che i guariti di non lungo corso dal Covid hanno diritto per ora a una sola dose. Tutte fiale risparmiate, mentre proprio in queste ore si diffonde il timore di un calo del trend delle somministrazioni, che causa il minor numero di consegne previsto tra metà luglio e la fine di agosto potrebbe abbassarsi dall’oltre mezzo milione di oggi a 400 mila punture di media giornaliera. Non il miglior modo per affrontare l’avanzata della variante Delta che non sembra risparmiare l’Italia.

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