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A Monfalcone A2A rilancia la centrale sostenibile del futuro

Dalla decarbonizzazione anticipata di 3 anni al gas e all’idrogeno. Riduzione zolfo e polveri -100%, -76% azoto, -64% Co2

MONFALCONE. A2A produce oltre 700 gigawatt di energia elettrica in Fiuli Venezia Giulia, la gran parte, quasi 600 giga che arrivano dalle centrali idroelettriche di Ampezzo e Somplago, energia 100% verde e rinnovabile (l’acqua utilizzata dal Tagliamento e dagli affluenti viene restituita all’ambiente con le stesse caratteristiche). Soltanto 114 giga arrivano dalla centrale termoelettrica di Monfalcone che funziona a carbone, ma in realtà nel 2020 la centrale ha lavorato solo 2 mesi e il funzionamento a carbone è già segnato.

A2A vuole accelerare sulla transizione energetica, ha già annunciato che nonostante la centrale abbia l’autorizzazione a funzionare fino al 2025 intende dare lo stop al carbone già nel 2022 e iniziare la riconversione a gas e poi mista a idrogeno. Una posizione riconfermata ieri dall’azienda per bocca di Lorenzo Giussani direttore della Business Unit Generazione (dedicata alla transizione energetica) che ha presentato il Bilancio di sostenibilità di A2A per il Fvg (l’ad Renato Mazzoncini non ha potuto partecipare). Il gruppo A2A, che è il secondo produttore di energia in Italia il secondo nelle reti di distribuzione dell’elettricità, uno dei primi nelle reti del gas e leader nei servizi ambientali (soprattutto in Lombardi) punta a diventare una Life company con un nuovo modello industriale che punta al green per dare risposte al territorio.

E anche ieri ha riconfermato il piano di riconversione della centrale di Monfalcone che, ora scritto nero su bianco nel piano di sostenibilità, sarà sede della sperimentazione di un processo misto (blending) che integra l’attività produttiva a metano con quella a idrogeno. E sono confermati tutti i numeri dell’investimento e della riduzione di emissioni. A2A spenderà 400 milioni per riconvertire la centrale che avrà una potenza di 850 megawatt, un rendimento elettrico del +63%, riduzioni del 100% di ossidi di zolfo e polveri, -76% di quelle di azoto e -64% di Co2.

L’energia sarà prodotta da una turbina a gas abbinata a una nuova turbina a vapore che sarà collocata nell’attuale sala macchine dei gruppi 2 e 3. E il nuovo impianto con turbogas, camini e caldaia a recupero, come prevede il progetto, sarà realizzato in un’area parzialmente libera della centrale individuata «per la lontananza dall’abitato e per la facilità di connessione alle reti esistenti». Oltre all’impianto a ciclo combinato il gruppo A2A ha confermato anche tutta una serie di attività collaterali: un progetto di installazione di pannelli fotovoltaici a terra su alcuni edifici e sulle pensiline del parcheggio. E all’interno delle sale macchine dei gruppi 1-2 e del gruppo 3 sono previsti altri sistemi «utili alla sicurezza e alla stabilità della rete» a supporto degli impianti rinnovabili (compensatori sincroni con la modifica degli attuali alternatori e sistemi di accumulo elettrico o termico).

Un’organizzazione che permetterà, come previsto da un accordo scritto e siglato con i sindacati confederali di Cgil, Cisl e Uil e le sigle territoriali di categoria, che permetterà di mantenere almeno 100 posti di lavoro.

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