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Testato nei laboratori dell’Icgeb il laser in grado di «pulire» l’aria

Francesco Zanata, al centro, tra i due collaboratori del team della Eltech K - Laser. L’azienda trevigiana ha messo a punto un nuovo filtro a raggi laser in collaborazione con l’Icgeb

Lo speciale filtro brevettato da un’azienda di Treviso riesce a neutralizzare all’istante la carica virale e batterica

È un killer di virus e batteri, un filtro a raggi laser in grado di sterilizzare l’aria con l’utilizzo della luce a particolari lunghezze d’onda. Una soluzione a basso impatto ambientale, pensata per la sanificazione degli ambienti ospedalieri, ma anche di scuole, uffici, autobus, treni, navi da crociera, discoteche, ascensori, insomma di tutti i luoghi che in epoca Covid, in misura maggiore o minore, sono stati ricettacolo e veicolo per l’infezione. Si chiama Kair-Laser ed è stato inventato dall’ingegnere Francesco Zanata, fondatore della ditta Eltech K-Laser, che da trent’anni opera nel campo della produzione di laser per uso biomedicale.

Il dispositivo, che è stato appena brevettato, è stato progettato dal team di ingegneri dell’azienda trevigiana e testato con un sistema fortemente innovativo messo a punto dall’Icgeb (International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology) di Trieste e in particolare dal team della dottoressa Serena Zacchigna, con cui Zanata collabora ormai da un decennio.

«Per la sterilizzazione degli ambienti ospedalieri abitualmente si usano dei filtri fisici, gli Epa, o dei sistemi di filtri che richiedono manutenzione costante, vanno sostituiti spesso e devono essere smaltiti», rileva Zanata. I filtri fisici hanno tempi d’azione non immediati, sterilizzano l’ambiente ma non eliminano la trasmissione del virus attraverso droplets in presenza di persone con una carica virale elevata che parlino tra loro a distanza ravvicinata. «Nel caso del nostro laser invece l’azione è immediata: basta interporlo tra le persone e riesce a neutralizzare la carica virale e batterica presente nell’aria sotto forma di aerosol in un tempo inferiore a 50 millesimi di secondo. Inoltre non c’è necessità di manutenzione e sostituzione, né il problema dello smaltimento: non usiamo filtri meccanici, il dispositivo è prodotto con materiali riciclabili quasi al 99% e ha un ciclo di vita di 50 mila ore. Così anche i costi totali di possesso e d’uso sono assolutamente competitivi», evidenzia l’inventore.

A differenza degli altri filtri in commercio Kair-Laser, che come detto è fresco di brevetto, è stato testato in modo davvero innovativo, con prove dinamiche su aerosol possibili solo in laboratori di massima sicurezza come quelli presenti all’Icgeb: a breve i risultati saranno oggetto di una pubblicazione scientifica. Mettere a punto il sistema di test, racconta Serena Zacchigna, ha richiesto un anno di lavoro. «Per certificare dal punto di vista scientifico l’efficacia su virus e batteri del Kair-Laser abbiamo ricreato artificialmente in un ambiente isolato un aerosol contenente il Sars-Cov-2 e un batterio come la legionella. Così siamo riusciti a verificare che il laser ideato dall’ingegner Zanata è in grado di annientare istantaneamente la carica virale e batterica presente nell’aria», spiega la ricercatrice.

Nei laboratori dell’azienda trevigiana è appena stato realizzato il primo prototipo portatile di questo laser, ma la tecnologia potrà interfacciarsi con sistemi più complessi, come quelli di aerazione degli edifici. Il brevetto, coperto da segreto ancora per circa sei mesi, ha suscitato l’interesse di diverse grandi società internazionali, come la tedesca Eco-Log, cui Eltech K-Laser potrebbe appoggiarsi per una produzione su larga scala.

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