Contenuto riservato agli abbonati

Crisi Flex, cassa integrazione fino a dicembre. Produzione in calo del 20%

Francesco  Bruni

Non è attesa una rapida inversione di tendenza. Calano le commesse di Nokia. Al tavolo di confronto il Mise propone di collaborare a un piano di rilancio

TRIESTE Crisi Flex, la prognosi resta riservata. Il tavolo, convocato martedì mattina in videoconferenza dal ministero dello Sviluppo economico (Mise), non ha certo diradato le nubi dell’incertezza sullo stabilimento triestino produttore di apparecchi elettronici. Fiom, Fim, Uilm, Usb - nel riepilogare gli elementi principali dell’incontro - concordano in un’analisi preoccupata della situazione.

Infatti l’azienda, per bocca di Sergio Bosso, ha confermato difficoltà che vanno oltre la congiuntura Covid: fino alla fine dell’anno non ci sarà una positiva inversione di tendenza e questa fase di contrazione sarà ancora accompagnata dalla Cassa integrazione.

La flessione produttivo-commerciale viaggerà attorno al 20% e i sindacati calcolano di conseguenza che l’ammortizzatore sociale interesserà un centinaio di addetti. Flex impiega circa 600 persone, di cui un 15% di personale “somministrato” (interinali).

Flex cerca nuovi committenti, per ovviare a un calo delle commesse Nokia, il cliente che assorbe circa l’80% dell’attività triestina: tra l’altro i manager hanno precisato che il nuovo contratto stipulato non vincola più il gruppo finlandese a comprare le stesse quantità di materiali previste in precedenza. Per la verità, oltre agli ordini di Nokia e di Enel, ci sono un paio di neo-acquisizioni, la milanese microelettronica Siae e la barese Roboze, specializzata in stampanti “3d”: ma da qui a colmare le eventuali minori commesse Nokia ce ne passa.

Comunque, Flex ha assicurato che la destinazione industriale dello stabilimento non è in discussione e che la prospettiva logistica viene presa in considerazione per sfruttare i vantaggi del Punto franco. Anche il quadro occupazionale non segnalerà esuberi da qui alla fine del 2021.

In assenza del vice-ministro grillino Alessandra Todde, a coordinare il tavolo ha provveduto Stefano D’Addone, capo-segreteria tecnica per le crisi industriali e docente nell’Università Roma3: il Mise è disponibile a supportare Flex nella stesura di un progetto aziendale che tenga conto delle indicazioni e delle opportunità proposte dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr).

Un assist sfruttato dall’assessore regionale al Lavoro Alessia Rosolen, che ha rilanciato la disponibilità a collaborare con il ministero mediante «successiva attuazione della filiera dedicata alle telecomunicazioni come previsto nell’ambito del Pnrr». L’assessore ha sottolineato favorevolmente che il gruppo statunitense si muove per diversificare produzione e clientela e che non intende toccare gli organici, neppure quelli “in staff leasing”.

Sindacati al gran completo. Valentina Corazzini ha guidato la delegazione Fiom, Carlo Anelli quella Fim, Michele Pagliani la targa Uilm. Presenti i territoriali Marco Relli (Fiom), Alessandro Gavagnin (Fim), Antonio Rodà (Uilm), Sasha Colautti (Usb): d’accordo nel richiedere un costante monitoraggio delle pubbliche istituzioni sull’azienda.

Per Flex ha partecipato anche il nuovo amministratore delegato Hannes Moritz, che ha preferito fosse Bosso a relazionare. —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Video del giorno

Trieste, manifestazione contro il green pass in piazza della Borsa

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi