Contenuto riservato agli abbonati

Il bar Cremcaffè rinasce in piazza Goldoni

Alessandro Rossi, direttore dell’esercizio pubblico

Uno dei luoghi più amati da decenni, sia dai giovani che dai senior, riapre le porte dopo anni difficili. E al banco è già fila per il “capo in b”

La storica insegna “Cremcaffè” è tornata ad accendersi in piazza Goldoni. Da ieri, 21 giugno. con la nuova gestione della Julius Meinl, casa austriaca di produzione del caffè, si sono riaperte le porte, dopo un semestre di chiusura, preceduto da un lungo periodo di difficoltà, di uno dei più classici e apprezzati pubblici esercizi della città. Completamente rinnovato, per rispondere ai più moderni criteri di eleganza e praticità che caratterizzano il settore, il “Cremcaffé”, così denominato da sempre dai triestini, fin dalla sua nascita, avvenuta negli anni ’50, per merito di un grande imprenditore come Primo Rovis, torna dunque protagonista sulla scena locale.

Apprezzato da generazioni amanti del “nero” e del “capo in b”, frequentato in maniera massiccia dagli acquirenti provenienti dall’allora Jugoslavia negli anni ’60 e ’70, quando era necessario, in certi momenti, ricorrere alle forze dell’ordine per disciplinare l’afflusso nel foro commerciale, il “Cremcaffè” per i triestini è molto più di una semplice degustazione. Davanti a quelle vetrine si sono dati appuntamento, negli anni, gruppi di giovani, uomini d’affari, commercianti, professionisti, che approfittavano della possibilità di sorseggiare una buona tazzina di caffè fra un impegno a l’altro. «Ripartiamo con grande entusiasmo – spiega il direttore della struttura, Alessandro Rossi – con otto dipendenti, che speriamo presto si dimostrino insufficienti come numero. Siamo forti del fatto che questo è un luogo noto, amato e collocato in una posizione molto favorevole. Alle nostre spalle – aggiunge – abbiamo un’azienda come la Julius Meinl, che offre tutte le garanzie, perciò siamo ottimisti».

E il primo giorno ha visto subito i triestini tornare al banco: «Finalmente ha riaperto – dice con un grande sorriso Ondina, triestina doc, 91enne e storica cliente della degustazione – questo posto mi mancava e mi faceva tristezza vederlo chiuso. Vengo qui da decenni – prosegue – e continuerò a farlo». «Mi fa molto piacere vedere nuovamente attivo questo posto – è l’opinione di Dario Contento – da sempre punto di riferimento per la città. Vedo che tutti coloro che vi lavorano sono sorridenti – sottolinea – speriamo veramente che vada bene». Camilla Terron è in vacanza a Trieste, viene da Verona: «Ovviamente non conosco la storia di questo bar – precisa – ma mi è bastato uno sguardo dall’esterno e la curiosità mi ha spinto a entrare assieme alle mie amiche e devo dire che risponde ai gusti di noi giovani».

Video del giorno

Trieste, manifestazione contro il green pass in piazza della Borsa

Gazpacho di anguria, datterini e fragole

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi