Giro di vite per 45mila sanitari. Per i non vaccinati stop all’attività

L’Ordine dei medici annuncia l e prime sospensioni

TRIESTE Saranno sospesi i medici che scelgono di non vaccinarsi. Lo ha sottolineato la Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo) in una comunicazione inviata ai presidenti degli ordini provinciali riportando la risposta ufficiale del ministero della Salute a una loro richiesta di chiarimento sul decreto di aprile che ha introdotto l’obbligo vaccinale per gli operatori sanitari. È un provvedimento che può interessare un numero limitato di professionisti.

«In totale, secondo le stime della struttura commissariale, sarebbero circa 45mila gli operatori sanitari attualmente non vaccinati per la Covid-19, rispetto ai quali varie aziende sanitarie starebbero avviando provvedimenti di sospensione. Si tratta, complessivamente, di medici, infermieri, professioni sanitarie e assistenti socio-sanitari», rileva Carlo Palermo, segretario del maggiore dei sindacati dei medici ospedalieri, l’Anaao-Assomed. In particolare, per quel che riguarda i medici, si tratta di circa 200-300 persone, pari a «non più dello 0,2%».

Sul totale, quindi, «la percentuale di medici che non si sono vaccinati è comunque molto bassa. Tuttavia la nostra posizione è chiara e netta: i medici non possono non vaccinarsi poiché è inammissibile che i luoghi di cura come gli ospedali possano trasformarsi in luoghi di potenziale contagio epidemico per i cittadini». Come conclude il segretario Anaao, questo è vero soprattutto «in questo momento in cui c’è la necessità di riprendere le cure ed i trattamenti anche rispetto alle altre emergenze sanitarie, rimaste indietro nella fase più grave dell’epidemia da Covid».

A chiarire modalità e procedura della sospensione è stata la Fnomceo in una circolare inviata a tutti gli ordini territoriali perché possano sapere come procedere. «In relazione all’obbligo di vaccinazione per la prevenzione dell’infezione da Sars-CoV-2 per tutti gli esercenti le professioni sanitaria e gli operatori di interesse sanitario», si legge nel documento, la Fnomceo ha chiesto al ministero della Salute «l’esatta interpretazione degli obblighi» che scaturiscono dalle norme per fornire indicazioni precise agli ordini territoriali. In una nota del 17 giugno, il ministero ha chiarito quindi «la natura della sospensione dall’esercizio professionale» dei medici «che non ottemperino all’obbligo vaccinale e i conseguenti provvedimenti che gli Ordini devono adottare».

Il controllo dell’avvenuta vaccinazione spetta all’Azienda sanitaria che deve effettuare «l’accertamento della mancata osservanza dell’obbligo vaccinale dalla quale discende la sospensione ex lege dall’esercizio della professione sanitaria e dalla prestazione dell’attività lavorativa». L’esito della verifica viene poi comunicato dalla Asl «all’interessato, al datore di lavoro e agli Ordini professionali perché ne prendano atto e adottino i provvedimenti e le misure di competenza». A quel punto «la sospensione è comunicata immediatamente all’interessato dall’Ordine professionale». E, come precisa la Fnomceo, il provvedimento va adottato con la massima rapidità e la sospensione è una «mera presa d’atto». «La competente Commissione d’Albo – spiega la Federazione – deve adottare tempestivamente delibera di Commissione avente carattere di mera presa d’atto della sospensione del professionista interessato riportando l’annotazione relativa nell’Albo». L’Ordine infine deve dare comunicazione all’interessato degli effetti che dall’atto di accertamento della Asl discendono che consistono nella sospensione temporanea dall’esercizio della professione fino all’assolvimento dell’obbligo vaccinale o comunque non oltre il 31 dicembre 2021. Nella comunicazione dovrà inoltre essere evidenziato che nei confronti del provvedimento di sospensione è ammesso unicamente ricorso amministrativo al Tar nei termini di 60 giorni dalla data di notifica».

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