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Discarica di Pecol, sospesi i lavori. Il commissario rimette il mandato

Fase delicata e Palumbo rimanda al Tribunale. Se non si interviene la questione passa al Ministero

GORIZIA. Sospese tutte le attività fino a nuovo ordine del commissario nominato dalla Procura di Gorizia. La discarica di Pecol dei Lupi è formalmente bloccata, ma non sono chiari né il motivo per cui sia stato congelato tutto, né per quanto tempo nel sito di Borgnano le attività resteranno ferme. Ed è ancora meno chiaro se l’amministratore giudiziario nominato a fine marzo per subentrare a Isontina Ambiente sia ancora tale. Raggiunto al telefono, il commissario Luigi Palumbo ha spiegato che la fase è delicata e non ha voluto né confermare né smentire la notizia secondo cui la scorsa settimana avrebbe rimesso il proprio mandato nelle mani del giudice.

«Dovete parlare con il Tribunale», le sua risposta a domanda specifica. Nonostante le ripetute chiamate alla segreteria del procuratore capo Massimo Lia, al secondo piano del palazzo di giustizia di via Sauro il telefono ha squillato sostanzialmente a vuoto per tutta la giornata. Forse maggiore chiarezza verrà fatta oggi o nei prossimi giorni.

Nel rimandare ogni spiegazione al Tribunale di Gorizia, più in generale l’amministratore giudiziario si è limitato ad esprimere pochi concetti. In merito alla sospensione delle attività ha detto che si tratta semplicemente di un «fatto tecnico» legato all’ormai completato svuotamento del laghetto di percolato del Lotto 2 e che «le attività stanno andando avanti».

Cosa stia succedendo nel sito di Borgnano non è in ogni caso chiaro. L’unica cosa certa è che al momento lo stop a tutte le attività non crea pericoli per la salute pubblica. Lo svuotamento del laghetto era una delle priorità indicate dal commissario Palumbo all’indomani del suo insediamento (le altre due erano le successive fasi di sigillatura della discarica e la corretta gestione dei rifiuti) e l’obiettivo è stato raggiunto. Il Lotto 2 è quello da riempire per arrivare alla definitiva chiusura dell’area e avviare così la famigerata fase post mortem dell’impianto cormonese. Per riempirlo, però, l’invaso doveva essere prima prosciugato dal percolato; percolato che a ogni pioggia aumenta. Per questo deve essere tenuto costantemente sotto controllo. Fino a giovedì scorso, due volte alla settimana, due camion cisterna facevano la spola tra la discarica e un impianto privato di depurazione. Ciascuno effettuava 5 viaggi al giorno permettendo di risucchiare dal laghetto, in media, 600 metri cubi di liquido a settimana, vale a dire che in un mese si svuotava l’equivalente di una piscina olimpionica. Considerata la stagione - se temporaneo - lo stop non dovrebbe rappresentare un problema. Le operazioni di pompaggio, svuotamento e trattamento del percolato sono però fondamentali per tenere sotto controllo il sito, ma non sono le uniche ad essere state sospese. All’interno della discarica, per esempio, tra le altre, vengono effettuate anche attività di manutenzione del verde e attività antincendio. Non hanno direttamente a che fare con le operazioni di riempimento della discarica, ma sono state sospese lo stesso.

A questo punto, con il laghetto di nuovo prosciugato, se il commissario avesse in mano un progetto di chiusura approvato dalla Regione, i conferimenti di rifiuto secco residuo potrebbero iniziare. Il margine di movimento però è abbastanza limitato: possono cambiare i modi, ma non la sostanza dell’attività di riempimento dell’invaso. Il percorso è blindato. Il commissario è un mero esecutore come sarebbe la stessa Isontina Ambiente.

Ma non è solo il perimetro d’azione ad essere stretto, cominciano ad essere risicati anche i tempi: il 31 ottobre l’ordinanza del 2019 firmata dal governatore Massimiliano Fedriga scadrà e non sarà reiterabile. A quel punto la palla passerebbe al Ministero dell’Ambiente con tutto ciò che un decentramento di questo tipo comporterebbe in termini di tempo.

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