In Fvg trovata la variante Delta in 25 dei 96 campioni analizzati. Riccardi: “Vaccinarsi è fondamentale"

Altri 35 casi riguardano la variante inglese e 2 quella brasiliana.  Dal 12 al 21 giugno le persone che non si sono sottoposte al richiamo del vaccino oscillano tra il 2,8 e il 4,8 per cento

TRIESTE “Dei 96 campioni analizzati in Fvg, 67 hanno evidenziato la presenza di una variante. Nello specifico, 35 casi sono di tipo Alpha (inglese), 25 Delta (indiana) e 2 Gamma (brasiliana) mentre le restanti appartengono alla categoria "altro". Inoltre dei 67 casi rilevati, la maggior parte (27) provengono da contagio familiare, mentre 12 hanno a che fare con i rifugiati presenti in regione e 6 da contagi tra amici". Lo si legge in una nota della regione.

"Tutto ciò ci fa dire - spiega l’assessore Riccardi - quanto sia fondamentale il lavoro di tracciamento che stiamo facendo, oltre a ricordare l'importanza per coloro che hanno prenotato l'inoculazione della seconda dose che si presentino all'appuntamento fissato in agenda. Solo in questo modo potremmo continuare a tenere sotto controllo la diffusione del contagio, in particolar modo quello legato alle varianti".

Per quanto riguarda questo punto – l’importanza della seconda dose, Riccardi spiega: "Le persone che dal 12 al 21 giugno non si sono sottoposte al richiamo del vaccino anticovid oscillano tra il 2,8 e il 4,8 per cento. È comunque necessario recuperare gli indecisi perché è in questo modo che diventa possibile tenere sotto controllo le varianti, anch'esse analizzate dalla Regione con puntualità e accuratezza".

Lo afferma il vicegovernatore della Regione con delega alla Salute Riccardo Riccardi, commentando i dati a disposizione che tengono conto sia della differenza tra seconde dosi prenotate e somministrate sia la presenza delle varianti in Friuli Venezia Giulia.

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"In particolare - chiarisce Riccardi - emerge che nell'arco dei 10 giorni compresi tra il 12 e il 21 giugno, coloro che non hanno compiuto il richiamo con la seconda dose di vaccino a base mRna sono il 2,8 per cento. Le prenotazioni ammontavano infatti a 46.403 dosi, mentre quelle effettivamente inoculate sono state 45.106. Per quanto riguarda invece l'utilizzo di Astrazeneca, la differenza, nell'arco dello stesso periodo di tempo è del 4,8 per cento: le dosi prenotate per il richiamo erano 12.652 mentre quelle somministrate risultano essere 12.044. Possiamo quindi affermare che queste differenze riscontrate sono quasi fisiologiche e che quindi la campagna vaccinale sta proseguendo senza particolari difficoltà".

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