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Miletić scrive a Zagabria: «L’Istria va considerata zona verde a livello Ue»

Il presidente della Regione chiede che l’Istria venga separata dalla Dalmazia sulla mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie

Non ci sta l’Istria, regione che per l’intera pandemia da Covid-19 ha sempre avuto i dati migliori della Croazia, a restare classificata dall’Europa come zona arancione. Vuol e il verde l’Istria, soprattutto per il suo turismo, vero volano economico della contea.

L’Istria va dunque separata dalla Dalmazia sulla mappa del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie: è quanto chiede il presidente della Regione istriana Boris Miletić nella missiva con la quale invita il premier croato Andrej Plenković a intervenire nelle dovute sedi comunitarie. C'è di mezzo una questione di colori: l'Istria è già da tre settimane zona “verde” con l' incidenza quattordicinale di 6,2 contagi su 100.000 abitanti.

Le regioni di Zara e Spalato invece figurano come zone arancioni per l'incidenza compresa tra 50 e 149 contagi. Ebbene, il Centro europeo non considera le 20 regioni amministrative del Paese, che viene diviso invece in quattro zone statistiche di secondo livello: e l'Istria risulta inclusa in quella Adriatica. colorata appunto di arancione causa la peggiore situazione sanitaria nelle due regioni dalmate. Miletić cita come modello da seguire quello dell'Istituto tedesco Robert Koch che riconosce le regioni amministrative.

«Va fatta la dovuta distinzione - scrive Miletić - soprattutto per non penalizzare i villeggianti sloveni al rientro dalle vacanze in Istria, alla luce delle misure disposte da Lubiana per la zona arancione»: ossia tampone, certificato di vaccinazione o di guarigione dal Covid con le specifiche temporali. «Con l'Istria zona verde sarebbe tutto più facile».

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