Fvg “verde” nella mappa europea: niente tampone per andare in Croazia

La mappa europea che mette il Friuli Venezia Giulia in verde

Il problema però potrebbe porsi al rientro dalle vacanze. Dal primo luglio, poi, ci sarà un sensibile allentamento delle misure restrittive, ma solo per i vaccinati e per le persone con test negativo

TRIESTE Per i residenti nel Friuli Venezia Giulia così come in gran parte per quelli delle altre regioni italiane (restano escluse alcune regioni al Sud come Puglia, Calabria e Sicilia)  è possibile recarsi in Croazia come prima della pandemia.  Per l’Unione europea, infatti, dette regioni sono caratterizzate dal colore verde. Ovviamente non bisogna presentare sintomi della malattia al confine (febbre a 37,5°).

Il problema però potrebbe porsi al rientro dalle vacanze. Vale sempre la regola che vi è libero transito in andata e ritorno per le aree che ricadono entro i 60 chilometri dalla residenza del viaggiatore, quindi da Trieste si può arrivare fino a Rovigno e ritorno senza problemi né in Croazia, né in Slovenia.

Per chi si ferma più di 24 ore però va ricordato che, sempre per l’Unione europea, l’Istria, il Quarnero e la costa dalmata fino a Spalato  sono aree arancione, per cui al ritorno bisognerà esibire un tampone rapido eseguito nelle 24 ore precedenti il transito al valico tra Croazia e Slovenia.

Tampone che è obbligatorio anche poi per il rientro in Italia anche per chi è già vaccinato se rientra dalla Croazia. Il tampone è obbligatorio per il rientro in Italia anche al confine tra Slovenia e Italia per chi abbia superato i 60 chilometri, abbia soggiornato in Croazia più di 24 ore e non sia ancora vaccinato.

Intanto il governo croato, per permettere un normale svolgimento della stagione turistica, almeno nei limiti dell'attuale quadro epidemiologico, ha deciso un sensibile allentamento delle misure restrittive, ma solo per le persone vaccinate e quelle con un test al coronavirus negativo. Dal primo luglio infatti non ci saranno più limiti per gli assembramenti pubblici, inclusi festival, concerti e altri raduni all'aperto, ma solamente se vi partecipano persone in possesso di un passaporto Covid che certifica che la persona è vaccinata o è risultata negativa al coronavirus 72 ore prima dell'evento.

I controlli dovranno essere assicurati dagli organizzatori di tali eventi, previo consenso dell'Unità di crisi della Protezione civile, a livello locale. Le stesse regole valgono anche per le manifestazioni di protesta. Nessuna misura protettiva, neanche il distanziamento fisico, è richiesta a tali eventi.

Per tutti gli altri eventi e raduni, dove non è possibile organizzare i controlli o sono attese persone senza il passaporto Covid, resta in vigore il limite di massimo cento persone. Con queste regole il governo vuole consentire un più rilassato svolgimento della stagione turistica, dato che per l'ingresso nel Paese è comunque richiesto un passaporto Covid, ma anche stimolare i croati alla vaccinazione.

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