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Distribuiti in Fvg migliaia di volantini della propaganda anti-vaccino: ecco tutte le fake news

I manifesti vengono infilati nelle cassette delle lettere delle case di mezzo Friuli Venezia Giulia. E gli stessi contenuti replicati su manifesti giganti fatti girare per le città della regione a bordo di camion-vela. Ecco le informazioni sbagliate

TRIESTE Migliaia di volantini, infilati nelle cassette delle lettere delle case di mezzo Friuli Venezia Giulia.

E gli stessi contenuti replicati su manifesti giganti fatti girare per le città della regione a bordo di camion-vela. Il vaccino contro il Covid? «È illegale», e «non dà immunità: i vaccinati contagiano».

I tamponi? «Non sono affidabili», recita il flyer, citando totalmente a sproposito un parere dell’agenzia svedese per la sanità pubblica. Sono soltanto alcune delle tesi riportate in un volantino dell’Alister (associazione per la libertà di scelta nelle terapie mediche) diffuso nelle ultime settimane in regione.

Il materiale messo a punto e distribuito dal sodalizio triestino, che ha organizzato anche manifestazioni di piazza per denunciare la mancata diffusione della terapia domiciliare precoce e la censura dei mass media sulle cure alternative contro il Covid, riporta storture talmente grossolane da non poter neppure essere catalogate come fake news.

Il volantino invita a «informarsi e cercare in rete» e «non delegare le decisioni che ti riguardano», riportando un elenco di siti internet e personalità dei campi più disparati (dai politici ai ricercatori) che in questo anno e mezzo di emergenza pandemica si sono distinti per aver espresso posizioni molto vicine a quelle care ai complottisti.

Il sodalizio utilizza, oltre ai metodi analogici, pochi post su Facebook (terreno di censura secondo i dispensatori delle teorie antivacciniste), demandando la diffusione delle proprie convinzioni a Telegram, app di messaggistica considerata più sicura e più lontana dal mainstream: il gruppo Alister del Fvg attivato su questo social conta un migliaio di iscritti.

Nei giorni scorsi, dopo aver trovato nella propria cassetta della posta il pieghevole, anche il deputato di Forza Italia Roberto Novelli aveva preso posizione: «Continua la folle propaganda no-vax secondo cui i sieri sarebbero illegali e basterebbero le cure domiciliari per guarire.

Un insulto ai quasi 4 milioni di morti in tutto il mondo, al personale sanitario ormai in guerra da oltre un anno, un insulto all’intelligenza. Non possiamo continuare a lasciare spazio a chi, con uguale livello di competenza, si diletta nel parlare di vaccini, scie chimiche e terra piatta». 

Le false segnalazioni

Per l’associazione che ha diffuso il volantino il vaccino «è illegale». E, in particolare, «può portare a eventi avversi gravi» e alla «morte». Secondo il rapporto di vigilanza dei vaccini dell’Aifa, al 26 maggio risultavano somministrate 32.429.611 Il numero di segnalazioni di sospetta reazione avversa è di 66.258, con un tasso di segnalazione di 204 ogni 100 mila dosi. Le segnalazioni gravi corrispondono al 10,4 per cento del totale, con un tasso di 21 eventi gravi ogni 100 mila dosi, indipendentemente dal tipo di vaccino, dalla dose somministrata (prima o seconda) e dal possibile ruolo causale della vaccinazione.

Gli eventi avversi gravi correlabili alla vaccinazione più spesso segnalati configurano un quadro di sindrome simil-influenzale con sintomatologia intensa, più frequente dopo la seconda dose dei vaccini a mRna e dopo la prima dose di Astrazeneca. Il tasso di segnalazione delle trombosi venose intracraniche in soggetti vaccinati con Astrazeneca è in linea con i dati europei (un caso ogni 100 mila prime dosi, nessun caso dopo la seconda dose), prevalentemente in persone con meno di 60 anni. 

Il parere straniero

«L’agenzia svedese per la sanità pubblica conferma che i test Pcr (i tamponi molecolari) non possono determinare se un soggetto sia contagioso o meno, quindi i tamponi non sono affidabili», si legge sul volantino. Partendo da un assunto corretto, gli autori del documento scivolano verso una conclusione del tutto fuorviante.

Nel parere dell’agenzia svedese si legge che «la tecnologia Pcr utilizzata nei test per rilevare i virus non è in grado di distinguere tra il virus in grado di infettare cellule e quelli neutralizzati dal sistema immunitario e pertanto questi test non possono essere utilizzati per determinare se qualcuno è contagioso o meno.

L’Rna dei virus può spesso essere rilevato per settimane (a volte mesi) dopo la malattia, ma non significa che sei ancora contagioso. Ci sono anche diversi studi scientifici che suggeriscono che il contagio da Covid-19 è maggiore all’inizio del periodo della malattia».

I tamponi vengono tuttavia effettuati per stabilire la presenza del virus, non il livello di contagiosità. 

Lo studio non validato

«Studio di Oxford su rivista inglese Lancet: reale efficacia dei vaccini dallo 0,84 al 3 per cento», cita il volantino. Non è così. Quello a cui si riferisce l’articolo non è uno studio e non è neppure stato pubblicato sulla rivista scientifica Lancet: è semplicemente un commento, non sottoposto alla revisione paritaria (il procedimento che “valida” il contenuto di una ricerca) e pubblicato neppure sul periodico citato, ma su Lancet Microbe. Il commento fa riferimento alla riduzione assoluta del rischio di contrarre la Covid-19 in seguito alla vaccinazione, fornendo così la misura della riduzione della probabilità di ammalarsi tra prima e dopo la campagna vaccinale. La percentuale non si riferisce dunque, come vuole far intendere il volantino, all’efficacia del vaccino.

Del resto uno studio pubblicato sul British Medical Journal ha rivelato che con Pfizer, l’efficacia del vaccino ha raggiunto il 61 per cento da 28 a 34 giorni dopo la vaccinazione, Con Astrazeneca il 60% da 28 a 34 giorni, aumentando al 73% a partire dal trentacinquesimo giorno. 

La personalità smentita

Tra le personalità citate anche il professor Bryam Birdle dell’Università di Guelph, in Canada, secondo cui «la proteina Spike, inoculata tramite i “vaccini” anti Covid-19, può causare danni cardiovascolari, infertilità». Noto all’estero per le proprie posizioni anti-vacciniste, Birdle è stato smentito da diversi studi: dopo la vaccinazione non ci sono proteine Spike libere che si snodano attraverso il corpo e distruggono i nostri vasi sanguigni. Smentita anche la teoria dell’infertilità. Gli studi su questo aspetto esistono e smentiscono la correlazione con il vaccino, come riportato da uno studio pubblicato su MedRxiv (ancora non validato, va detto): «Sia l’infezione da Sars-Cov-2 che la vaccinazione con il vaccino a base mRna di Pfizer mediano l’immunità IgG che attraversa il liquido follicolare. Non è stato rilevato alcun effetto dannoso sulla funzione follicolare», si legge nello studio

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