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Il prefetto di Gorizia: «Ripresi gli arrivi, più migranti al Cara»

Ricciardi sulle fughe notturne da Gradisca: chi lascia la struttura rischia di perdere il diritto allo status di rifugiato

gorizia

«Gli allontanamenti dal Cara di Gradisca non sono un fenomeno del tutto nuovo. Sono qualcosa di fisiologico. Parliamo comunque di una minoranza di persone che, attraverso questa scelta, rischia di perdere automaticamente il diritto all'asilo nel nostro Paese». Il prefetto di Gorizia, Raffaele Ricciardi, sente di poter tranquillizzare la cittadinanza e l'opinione pubblica in merito al riacutizzarsi delle fughe notturne dalla struttura per richiedenti asilo della cittadina isontina. «Con l'arrivo della bella stagione, come ci attendevamo, i flussi sono ripresi e pertanto i numeri delle presenze nella struttura sono inevitabilmente in crescita – commenta il rappresentante di governo -. E fra questi ci sono anche persone che scelgono di abbandonare il Cara. Non dobbiamo dimenticare – scandisce Ricciardi – che questa, a differenza del vicino Cpr, è giuridicamente una struttura aperta. Quindi chiunque può muoversi ed eventualmente pure lasciarla, anche se l'allontanamento arbitrario e ingiustificato comporta in automatico il rischio di perdere il diritto a ottenere lo status di rifugiati nel nostro Paese».


I “fuggitivi”, persone intercettate lungo le frontiere italiane, semplicemente ambiscono a raggiungere altri Paesi europei e vogliono dunque lasciare l’Italia. Sarebbe, questo, soprattutto il caso di migranti di etnia maghrebina. Per contro al Cara vi sono sempre, storicamente, numerosi afghani e pakistani che attendono anche per un anno, un anno e mezzo il responso alla propria istanza di asilo.

Quel che è certo è che al Cara ci si attende l'ennesima estate calda sul fronte degli arrivi. «Non potrebbe essere altrimenti. Il Cara svolge una funzione di hub a beneficio di tutto il Friuli Venezia Giulia, non dobbiamo dimenticarlo», dice Ricciardi. La struttura è al limite della propria capienza certificata – circa 200 persone – e sono oltre 90 le persone ospitate nel “villaggio-Covid”, la tendopoli adibita alle quarantene delle persone intercettate al confine. Sarebbero soprattutto costoro ad allontanarsi dal Cara dopo qualche notte. E il rischio Covid? «Non parliamo di persone di cui è acclarata la positività e alle quali è dunque vietato uscire, come nel caso del Nazareno a Gorizia. Le persone sono sottoposte a tampone al momento del loro rintraccio», precisa Ricciardi. Non ci sono infatti casi di contagio nella struttura gradiscana.

Il prefetto si dice invece pronto a incontrare i rappresentanti dei lavoratori della struttura, che nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro urgente per discutere alcune criticità gestionali: in questi giorni sono stati predisposti turni di lavoro che prevedono anche l'utilizzo di personale «esterno all'appalto»: «Sono stati istituiti turni notturni anche di 12 ore continuative - hanno denunciato i sindacalisti Uil Fpl Michele Lampe e Paolo Bernardis - con tantodi pericolose ronde nelle camerate, anziché aumentare il part-time dei dipendenti dell'appalto» o «anziché chiedere loro di svolgere qualche ora supplementare». «Mi risulta che il consorzio Matrix e la coop Stella hanno risposto alle problematiche evidenziate - risponde il prefetto Ricciardi - ma è doveroso da parte mia ascoltare le ragioni di tutti e confrontarci su eventuali problemi. Incontrerò di certo i sindacati e i gestori del Cara». —



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