Contenuto riservato agli abbonati

Centrali idroelettriche: i progetti che insidiano il cuore blu d’Europa

Il gruppo di “Donne coraggiose di Krusica”, che ha occupato un ponte per 500 giorni per impedire il passaggio delle ruspe

Leonardo DiCaprio scrive alle autorità di Sarajevo: a rischio 240 fiumi in Bosnia. Migliaia di cittadini in piazza in vari Paesi per chiedere leggi più restrittive

BELGRADO Ancora proteste di piazza e rabbia popolare. Con alleati da oltreoceano, di grandissima fama, che si espongono pubblicamente in una battaglia solo all’apparenza di importanza locale. La battaglia è quella contro sbarramenti e mini-centrali idroelettriche sui fiumi dei Balcani, opere che ecologisti e attivisti giudicano dannosissime per corsi d’acqua di grandissimo valore; ed è una battaglia che non accenna a spegnersi, nella regione e oltre.

Lo conferma la discesa in campo di Leonardo DiCaprio, star di Hollywood molto attenta alle tematiche ambientali, che sul suo profilo Facebook ha lanciato un accorato appello alle autorità della Federazione bosgnacco-croata affinché adottino una legislazione che vieti definitivamente la costruzione di mini-centrali su fiumi e torrenti nel cuore della Bosnia. Al momento sarebbero a rischio «240 corsi d’acqua» mai toccati dalla mano dell’uomo solo in Bosnia, acque che però potrebbero in futuro finire «intubate» a causa della costruzione di sbarramenti e centrali, ha avvertito DiCaprio. È dunque cruciale che Sarajevo «adotti la legge sull’energia elettrica, che vieta permanentemente la realizzazione di centinaia di mini-centrali» e che preveda la «revisione dei permessi» già concessi, «molti dei quali illegalmente», è stato il duro j’accuse di DiCaprio, che ha ricevuto qualcosa come 18mila like in pochi giorni.

Non è la prima volta che DiCaprio si espone in questo modo. Lo aveva fatto già in passato, sempre in difesa dei fiumi bosniaci ma anche di quelli albanesi, Vjosa in testa, ugualmente minacciati.

Quello di DiCaprio non è stato un caso isolato. Di più ha fatto - fra gli altri - Manu Chao, venuto di persona nei Balcani per cantare e sensibilizzare sul problema dello “tsunami” di mini-dighe progettate o in costruzione nella regione, toccando Serbia, Bosnia, Macedonia del Nord e Bulgaria, in un tour pensato per rimarcare che «non cediamo i nostri fiumi», aveva fatto sapere l’artista. Lo stesso hanno fatto negli anni passati anche celebrità locali, dalla popstar Rambo Amadeus al regista Haris Pasović fino alla rockstar croata Darko Rundek.

Ma la vera battaglia, quella più dura, la conducono ancora le comunità locali interessate dai progetti di costruzione. Il modello è quello delle “Donne coraggiose di Krusica”, in Bosnia, gruppo che ha occupato un ponte per 500 giorni per impedire il passaggio delle ruspe ingaggiate per la costruzione di due mini-dighe e che hanno ricevuto in questi giorni il Goldman Environmental Prize - sorta di Nobel per l’ecologia assegnato in ciascun continente - per il loro impegno. Altre migliaia di persone, sempre in trincea in tutta la regione, vogliono fermare i bulldozer. Nella sola scorsa settimana in tantissimi sono scesi in strada a Konjic, nel sud della Bosnia, per protestare contro la realizzazione di 15 mini-centrali sulla Neretvica. A Belgrado, sempre questo mese, a centinaia si sono radunati sotto la sede del Governo urlando «i nostri fiumi, la nostra aria, la nostra terra», malgrado le autorità abbiano vietato nuove centrali almeno nelle aree più preziose dal punto di vista naturale.

Altre dimostrazioni si sono registrate un po’ ovunque, a Uzice, a Foca, a Bosilegrad, a Josicka Banja, nell’area di Kopaonik, in Kosovo e in Macedonia del Nord – dove il premier Zoran Zaev ha di recente promesso la revoca dei permessi - mentre in Albania si combatte ancora per dichiarare il fiume Vjosa parco naturale, dopo che i giudici hanno bloccato i lavori di sbarramento nella zona. Dando ragione agli irriducibili che, in una sorta di movimento “interbalcanico”, si battono per difendere i propri fiumi e con essi i propri paesi.

Video del giorno

A Trieste la proposta di matrimonio di Salvatore alla sua Carla nel linguaggio dei segni

Frittata con farina di ceci e zucchine

Casa di Vita
La guida allo shopping del Gruppo Gedi